In Lombardia la criminalità ambientale fa affari nonostante la pandemia

Sergio Cannavò (Legambiente Lombardia): «Mentre l'economia legale soffriva la pandemia, la criminalità ambientale non si è mai arrestata»

“Anche in Lombardia la criminalità continua ad affondare le radici in un terreno fertile di opportunità per il proliferare di illegalità nei confronti di ambiente e animali”. A dirlo, Legambiente Lombardia nel rapporto Ecomafia, realizzato sui dati frutto dell’attività svolta da forze dell’ordine, Capitanerie di porto, magistratura, Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, dai quali emerge che la Lombardia è la prima regione del nord e la settima in Italia per reati accertati con 1.897 illeciti penali, il 5,4% di quelli contestati in Italia, 2.613 persone denunciate e 561 sequestri.

Lombardia quarta regione per ciclo illegale dei rifiuti

In particolare, la Lombardia risulta la prima regione italiana per numero di arresti cautelari (62) e quarta per reati nel ciclo illegale dei rifiuti con 577 illeciti, il 6,9% del totale nazionale, con 643 denunce, 56 arresti e 238 sequestri, tra i tra i quali emergono nello specifico il 38,7% di rifiuti industriali e metalli pesanti e il 38,3% di fanghi di depurazione contaminati.

I dati sono stati presentati in un convegno al quale hanno partecipato: il procuratore aggiunto e coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano Alessandra Dolci, la presidente della Commissione “Antimafia Anticorruzione, Trasparenza e Legalità” di Regione Lombardia Monica Forte, David Gentili per il comitato Antimafia del Comune di Milano, il direttore ARPA Brescia Fabio Cambielli, Marco Colombo in rappresentanza del coordinamento milanese di “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto e l’avvocato Sergio Cannavò, responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia.

La pandemia ha bloccato solo l’economia legale

A Cannavò, che ha coordinato il lavoro confluito nel dossier, True News ha rivolto alcune domande.

Cosa raccontano i dati di questa nuova edizione del Dossier Ecomafia in Lombardia?

I dati raccontano che nonostante due anni di pandemia e lockdown che ha bloccato alcuni comparti dell’economia legale, a non fermarsi e a proliferare è stata quella illegale. Alla fine del 2020 i dati raccolti da Legambiente ci dicono che la criminalità ambientale non si è arrestata, anzi in alcuni casi il fenomeno si è propagato con una velocità maggiore rispetto al 2019.

Drizzare le antenne su Pnrr e Olimpiadi Milano-Cortina

Nel corso del convegno alla Cascina Nascosta ha fatto riferimento a dati particolarmente allarmanti: quali sono?

Mi riferivo all’arrivo di stanziamenti ingenti rivenienti dal Pnrr, che ha una forte componente dedicata alla transizione ecologica. E, in seconda battuta, alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026. Sono due fronti su quali c’è da alzare le antenne.

C’è un margine di errore nei dati elaborati da Legambiente Lombardia nel dossier?

Legambiente non è l’Istat, può essere che qualche dato sfugga.

E’ l’unico lavoro del genere svolto in Italia, un’occasione per ragionare sul fenomeno della criminalità ambientale. Il rapporto riporta dei dati che poi la sede nazionale di Legambiente rielabora nel rapporto nazionale.

Inasprire le sanzioni contro i traffici illegali di rifiuti

Cosa può rendere più efficace la lotta alla criminalità ambientale?

Perché la lotta alla criminalità ambientale sia ancora più efficace riteniamo necessario agire a livello legislativo per inasprire le sanzioni previste contro i traffici illegali di rifiuti e per dotare le procure di strumenti per contrastare più duramente i reati, come per esempio l’introduzione nel Codice penale dei delitti contro gli animali o l’inserimento dei delitti ambientali previsti dal titolo VI-bis del Codice Penale e il delitto di incendio boschivo tra quelli per cui non scatta l’improcedibilità in appello dopo 2 anni e in Cassazione dopo un anno.

Ma è altrettanto fondamentale rafforzare in modo consistente il sistema dei controlli. A cui devono essere destinate maggiori risorse, per poter diventare meno burocratici e più incisivi.

La Lombardia spicca per inchieste sulla corruzione ambientale

Se le chiedessero di stilare una classifica delle criticità ambientali in Lombardia?

Il ciclo illegale dei rifiuti rappresenta una vera a propria piaga per la nostra regione. Ma anche le infiltrazioni ecomafiose nei cantieri, negli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, depuratori, interventi di rigenerazione urbana, infrastrutture digitali, che sono tutte opere chiave della transizione ecologica.

Senza dimenticare i casi di corruzione ambientale, i reati contro la pubblica amministrazione che hanno sullo sfondo  l’agevolazione e la partecipazione a bandi, gare d’appalto. Quest’ultimo è un censimento che intendiamo perfezionare. La Lombardia spicca per numero di inchieste, sono quelle che noi abbiamo avuto modo di mettere gli occhi perché ci siamo istituiti parte civile.

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