Il mistero di Kaluga e di Stellantis (che continua a produrre in Russia)

Mitsubishi ne ha ufficializzato la chiusura, Stellantis ancora no. Continuano i dubbi sulle sue operazioni Kaluga

Mitsubishi ne ha ufficializzato la chiusura, Stellantis ancora no. Continuano i dubbi sulle operazioni della casa automobilistica nello stabilimento di Kaluga.

Lo stop di Mitsubischi ma Stellantis?

Mitsubishi Motors, partner dell’ex Fiat in Russia, ha dichiarato venerdì scorso di aver interrotto la produzione nello stabilimento russo di furgoni a Kaluga fino a nuovo avviso, unendosi ad altre importanti case automobilistiche che hanno interrotto le operazioni in Russia.
Stellantis, però, non ha dato alcuna comunicazione in merito.

Sul suo portale, nell’area comunicati stampa, nessuna nota menziona Kaluga.
E, al portale Automotive News Europe, un portavoce di Stellantis ha rifiutato di commentare se la sua quota di produzione sta continuando. Resta l’alone di mistero.
Stellantis ha affermato che sta spostando parte della sua produzione di furgoni Kaluga negli stabilimenti di Hordain, in Francia, e Luton, in Inghilterra, e congelando i piani per ulteriori investimenti in Russia, mantenendo la produzione di furgoni a Kaluga solo per il mercato locale.

Ma non ci sono certezze.
In Borsa non è stato fatta alcuna comunicazione sul blocco dell’impianto di Kaluga. L’ultimo comunicato è del 31 marzo e ricalca gli annunci fatti durante lo scorso mese a Mirafiori dall’ad Tavares.

Gli annunci dal 10 marzo

Che da tempo parla di chiudere lo stabilimento. Quasi un mese fa, esattamente il 10 marzo, Stellantis annunciava la sospensione di tutte le importazioni e le esportazioni dalla Russia dove il gruppo auto, ex Fiat, ha uno stabilimento ex Psa a Kaluga, a sud-ovest di Mosca, per la produzione di veicoli commerciali leggeri in joint venture con Mitsubishi.

La nota arrivava qualche giorno dopo il sostegno di 1 milione di euro del colosso dell’automotive ai rifugiati civili in Ucraina. Come comunicato in Borsa lo scorso 2 marzo, Stellantis, tramite la sua Fondazione, si è affidata a una ONG locale per sostenere i rifugiati e i civili in Ucraina per utilizzare questo fondo. “Stellantis condanna la violenza e l’aggressione e in questo momento di dolore senza precedenti la nostra priorità è la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti e delle loro famiglie ucraine“, dichiarava il CEO di Stellantis Carlos Tavares.

“E’ stata lanciata un’aggressione che ha scosso un ordine mondiale già turbato dall’incertezza. La comunità di Stellantis, composta da 170 nazionalità, guarda con sgomento i civili in fuga dal paese. Anche se l’entità delle vittime non è ancora evidente, il bilancio in termini di vite umane sarà insostenibile”.

Stellantis, nel corso dell’ultimo mese, aveva continuato a produrre van nel suo stabilimento di Kaluga. Chissà se sta continuando a farlo.