La bufala dei medici che mancano: non si possono formare in sei mesi

Continua a girare una bufala in rete. Ovvero che il Governo o che la Regione o che il Comune non abbiano fatto nulla per reperire nuovi medici e nuovi infermieri in Italia, e specialmente in Lombardia che è la Regione più colpita dal Coronavirus. È una bufala. Grossa così. Perché i soldi il governo li ha spediti alla Regione che li ha messi a disposizione per i bandi regionali di reclutamento. Sapete qual è l’esito? Che non ci sono nuove assunzioni.

E sapete perché non ci sono nuove assunzioni? Perché in Italia non ci sono infermieri e non ci sono medici. E’ molto semplice da capire. Non puoi assumere figure professionali che non esistono e che non si possono “formare” in sei mesi. Il problema, ovviamente, è profondo ed è legato all’istruzione in questo nostro sciagurato Paese. E su questo non torniamo: ma dare la colpa a Fontana, Conte o Sala di questa cosa è semplicemente miseria comunicativa e umana. C’è poi un’altra miseria che ormai abbiamo verificato. Pensavamo che il problema dell’Italia fosse che non siamo un solo Paese. Questa è cosa certa: aspiriamo ad esserlo, ma non lo siamo. E basta una difficoltà, anche grave come il Covid, per far riesplodere il sud contro il nord e il nord contro il sud. Le vergognose e continue parole di De Luca sono un simbolo di questo malessere oggi, le magliette con scritto “Padania is not Italy” sono un simbolo di questo malessere ieri. Ma sempre malessere è, e non cambia.

Però il Covid – alla faccia di chi cantava sui balconi – ci ha mostrato che possiamo anche essere peggio di così: siamo passati dall’estate in cui gli untori erano i giovani al settembre in cui gli untori erano i bambini (gli unici innocenti: vogliono solo andare a scuola, ed essere bambini), poi ce la siamo presi con i lavoratori: lockdown lockdown! Poi con i ristoratori. Poi con i politici che non hanno fatto un cazzo e non hanno assunto medici. E in particolare con la Lombardia, bisogna prendersela, assolutamente. Poi siamo passati agli anziani, che però non si sentono anziani e che quindi si offendono solo a chiamarli così. In tutto questo Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito e la gran parte del pianeta soffre come stiamo soffrendo noi. Con una differenza: lo fanno con un po’ di ordine e soprattutto con un po’ di decenza. Una cosa che a noi è sempre mancata.