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Il popolo dei no green pass l’abbiamo creato noi. E ora lo incoraggiamo

Le persone che continuano a radunarsi in piazza vanno ascoltate, non ignorate

Ormai i lombardi sono quasi tutti vaccinati. Sì, ci sono ancora alcune sacche di resistenza. Ma nove su dieci hanno fatto le dosi previste, e ormai l’imperativo è fare i richiami. Questo ci deve portare a chiederci perché allora, sabato dopo sabato, arrivino da tutta la Lombardia a sfilare a Milano i no green pass. Sono settimane che me lo chiedo, dopo esserci incappato dentro in una manifestazione. E sono settimane che mi dico che non c’è solo il green pass, in quella folla. Una folla che è composta anche da marmaglia, quelli che spaccano tutto, quelli che vanno contenuti con tutti i mezzi possibili. Ma è anche una folla che se continua a radunarsi, con pazienza, con abnegazione, deve avere qualche ragione, seppure bislacca.

La piazze vanno ascoltate, non ignorate

Non si può continuare a far finta di non vedere. Bisogna vedere e bisogna ascoltare. E bisogna tirar dritto sul green pass, beninteso. Ma se c’è altro, bisogna ascoltare. Anche per rifiutare. Invece questo non sta avvenendo: abbiamo rinchiuso in un ghetto mediatico chi protesta, li stiamo comprimendo e così facendo stiamo creando un nucleo unito di lottatori quando in effetti erano tanti cani sciolti innocui e del tutto privi di qualunque efficacia. Stiamo creando dei martiri, e i martiri hanno la fastidiosa tendenza a essere eterni. In Francia, con i gilet gialli, ci scappò il morto, e fu il momento peggiore perché a quel punto i rivoltosi avevano anche un santo a cui votarsi. Lo Stato non può piegarsi a parlare con loro, questo è chiaro a tutti.

I virologi in tv? Hanno fatto danni spaventosi

Però ci sono corpi intermedi che potrebbero fare da mediatori, sciogliere la tensione. I media potrebbero ignorare invece di attaccare a testa bassa. E potremmo andare avanti a spiegare, con pazienza. Del resto diciamocelo: i virologi in tv che non ci capivano un cavolo hanno fatto dei danni spaventosi. E visto che erano convincenti quanto il mio cane quando tenta di parlare di Kant, perché ci lamentiamo oggi che i più fragili tra noi, i meno attrezzati, possano avere dubbi?

Siamo andati avanti per un anno e mezzo a raccontare tutto e il contrario di tutto. I virologi hanno dato l’impressione di essere star più che esperti super partes, hanno dato l’impressione di essere schierati come politici. E i politici, si sa, mentono. E perché qualcuno dovrebbe credere a chi mente? Siamo onesti, abbiamo delle responsabilità nella creazione con i nostri errori di comunicazione e di gestione successiva di quelle folle che sabato dopo sabato affollano Milano e le altre città. Loro non capiscono nulla, e forse meno. Ma noi ci siamo spiegati davvero male, e i danni prodotti nel 2020 si riverberano sul 2021.