Home Politics Giletti contro Ranucci, le chat sulle lobby gay dell’informazione con Maria Rosaria Boccia: cosa dicono i messaggi

Giletti contro Ranucci, le chat sulle lobby gay dell’informazione con Maria Rosaria Boccia: cosa dicono i messaggi

Giletti contro Ranucci, le chat sulle lobby gay dell’informazione con Maria Rosaria Boccia: cosa dicono i messaggi

Scoppia la polemica attorno ai messaggi WhatsApp tra Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, e Maria Rosaria Boccia, imprenditrice campana, finiti al centro delle indagini della Procura di Roma nel cosiddetto “Boccia-gate”. Lo scambio di chat, pubblicato in parte nelle scorse settimane e successivamente mostrato in modo più ampio da Massimo Giletti in televisione, solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla correttezza delle dinamiche informative e sulle relazioni tra figure pubbliche e media. Parte delle chat chiamano in causa anche il tema delicato di una presunta “lobby gay di destra” nella gestione dell’informazione.

Cosa c’è nelle presunte chat tra Ranucci e Boccia

Secondo quanto riportano le fonti, le chat depositate dai pm “tracciano la genesi di quel rapporto Ranucci-Boccia, sfociato nella messa in onda, l’8 dicembre 2024, dell’audio privato” relativo a una conversazione tra l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. L’attenzione si concentra su alcuni passaggi in cui si fa riferimento a una presunta “lobby gay di destra che tirerebbe i fili dell’informazione”.

Dai messagi emerge che a soffermarsi su queste tematiche è proprio Maria Rosaria Boccia. Nei giorni in cui il rapporto tra lei e Ranucci si intensifica, in particolare dopo l’ospitata su La7 di Tommaso Cerno – allora direttore de Il Tempo – la sera del 17 settembre 2024 l’imprenditrice scrive: “Ho visto Cerno all’Aria che tira… è davvero scandaloso”. A questa osservazione, Ranucci replica: “Quello è un altro del giro… giro gay, pericolosissimo”.

Gasparri: “Ranucci ha denigrato con linguaggio omofobo. L’ordine dei giornalisti esamini la sua condotta”

La pubblicazione degli estratti della chat ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico e istituzionale. Elisabetta Gardini, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha richiesto “che venga fatta piena chiarezza sulle chat tra la Boccia e Sigfrido Ranucci” e l’avvio di “una riflessione seria e responsabile sul rapporto tra informazione, politica e tutela della sfera privata”. Da Forza Italia, il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia, ha sottolineato che Ranucci “ha denigrato con linguaggio omofobo giornalisti come Cerno e Giletti”, aggiungendo che ritiene opportuno “portare all’attenzione degli organi che devono combattere l’odio, il linguaggio e il comportamento di Ranucci… che l’ordine dei giornalisti esamini la condotta del conduttore Rai”.

Sul tema è intervenuto anche Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva e capogruppo in commissione Giustizia, affermando: “Tirare in ballo il ‘giro gay’ o la ‘lobby gay’, è omofobia pura e semplice. Il solito complottismo insopportabile e stereotipato. La Rai prenda provvedimenti, non puó si può accettare che un conduttore della tv pubblica si esprima in questa maniera”.

La replica di Ranucci: “Chat manipolate”.

Sigfrido Ranucci ha risposto alle accuse chiedendo chiarezza al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno. Secondo il conduttore, “le chat sono state riportate in maniera parziale, se non manipolate” e sui social precisa: “E’ stato tolto dalla chat… il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno… che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla aveva a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite. Fatto che verrà dimostrato nelle sedi competenti”.

Cerno ha replicato dichiarando: “Nessuna censura su Mancini, il pezzo era centrato sulla vicenda della lobby gay di cui parla Ranucci, perché quello mi sembrava il tema, comunque per fare chiarezza, ora sul sito del Giornale abbiamo pubblicato tutta per intero la chat, ma resta sempre quello il punto: le accuse alla presunta lobby gay, di cui farei parte con Signorini, Giletti e un fantomatico mister B… restano quelle affermazioni sul giro gay, sulle frasi omofobe, su cui scriviamo”.