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Chi è Gianmarco Mazzi, il nuovo ministro del Turismo

Chi è Gianmarco Mazzi, il nuovo ministro del Turismo

Gianmarco Mazzi, sottosegretario al ministero della Cultura ed esponente di Fratelli d’Italia, è stato scelto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni come nuovo ministro del Turismo, per coprire la casella lasciata dalle dimissioni di Daniela Santanchè del 25 marzo. È atteso al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il giuramento e, una volta prestata la formula, diventerà immediatamente operativo. Dopo l’uscita di Santanchè, il dicastero è passato in interim alla presidente del Consiglio; la gestione è stata condivisa tra Gaetano Caputi, capo di gabinetto a Palazzo Chigi, e Gianluca Caramanna, deputato di FdI già consigliere del ministero per i rapporti istituzionali, poi promosso sottosegretario. Nel toto-nomi sono circolati, tra gli altri, lo stesso Caramanna, Alessandra Priante (presidente Enit) e Giovanni Malagò, dopo alcuni rifiuti importanti. La decisione finale ha indicato Mazzi.

Da Sanremo al ministero del Turismo

Sessantacinque anni, nato e cresciuto a Verona, Mazzi ha compiuto studi classici e si è laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto amministrativo intitolata «L’intervento pubblico nel campo dello spettacolo fra promozione culturale e mercato». Dal 2 novembre 2022 ricopriva l’incarico di sottosegretario alla Cultura nel governo Meloni. Promotore nel 1981, accanto a Mogol e Gianni Morandi, del progetto di solidarietà della «Nazionale Cantanti» insieme a Gianluca Pecchini, nel 1984 ha iniziato attività culturali e manageriali nell’entertainment, con molte collaborazioni: da Caterina Caselli a Fabrizio De André, dai Pooh a Lucio Dalla, da Adriano Celentano a Mina, da Gianni Morandi a Eros Ramazzotti e Michael Jackson. Nel 2000 ha organizzato all’Olimpico di Roma la «Partita del Cuore per la pace», alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, di Shimon Peres, di Yasser Arafat e di figure come Pelè, Michael Schumacher e Sean Connery. Nell’aprile 2003 si è recato a Baghdad con la Croce Rossa Italiana, Gianni Morandi e Luca Barbarossa; per l’iniziativa la delegazione ha ricevuto il «Manforpeace Award», consegnato il 28 novembre 2003 in Campidoglio dal Dalai Lama e da Mikhail Gorbaciov.

Dal 2003 al 2011 ha partecipato alla direzione e all’organizzazione del festival di Sanremo. Nel 2007 ha promosso con Riccardo Cocciante l’opera «Giulietta e Romeo», debuttata l’1 giugno all’Arena di Verona con dieci rappresentazioni e oltre 100.000 spettatori. Per Rai 1 ha curato due eventi di Dario Fo (2014 e 2015), il primo dedicato a San Francesco e il secondo a Maria Callas con la partecipazione di Paola Cortellesi; la collaborazione è proseguita con la serie «Dario Fo e Franca Rame, la nostra storia». Tra i progetti: «The Voice» (2013-2014), l’opening di Expo 2015 da Piazza del Duomo con Andrea Bocelli, Lang Lang e l’Orchestra della Scala, spettacoli nel 2016 con Zucchero, Mogol, Andrea Bocelli e Massimo Giletti, «La notte di Vasco» (2017), «SanremoYoung» (realizzato nel 2018 e 2019), contributi a Sanremo Giovani e alle edizioni 2020-2022 di Sanremo con Amadeus, «Adrian» con Adriano Celentano (2018-2020) e «The Voice Senior» (dal 2020, riconfermato nel 2022). Dal 2017 al 2022 è stato direttore artistico e amministratore delegato delle attività televisive e live all’Arena di Verona.