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Gianluigi Paragone rischia di essere il vincitore delle elezioni

I cortei "no green pass" continuano ad affollare le piazze d'Italia, anche a Milano. Voti che andranno a Gianluigi Paragone?

Gianluigi Paragone si muove sottotraccia. E si sta muovendo bene. Assai bene, almeno da un punto di vista elettorale. A Milano è candidato sindaco. Se la vittoria di Beppe Sala viene data per scontata, e per alcuni non solo al primo turno ma pure con largo vantaggio, e dunque la sconfitta del centrodestra con la bagarre tra Fratelli d’Italia e Lega, ci sono altri spunti di riflessione da prendere in considerazione. Spunti, si badi bene, che non sono piccinerie locali, ma segnali deboli a livello nazionale.

I voti dei “no green pass” andranno a Gianluigi Paragone?

Ormai a reti unificate non c’è giorno in cui non si dica che i ricoverati e i morti per il Covid sono solo quelli che non si sono vaccinati. E’ un martellamento continuo, ed è – mi dichiaro apertamente – perfettamente giusto. Sono un vaccinista convinto. Ma da analista politico non può che incuriosirmi e non posso far altro che interrogarmi sul fatto che, settimana dopo settimana, i no vax e no green pass, riescono ad affollare le vie di Milano e di molte altre città d’Italia. Sbertucciati, come quando volevano bloccare i treni, ma comunque presenti, se pure il sindaco Beppe Sala ha invocato l’intervento del questore e del prefetto per trovare una soluzione. “Ormai questi cortei sono diventati un problema per Milano”, ha allargato le braccia l’altra settimana. Questa settimana sono arrivate le manganellate. Ma insomma, al di là di chi marcia, quelli sono voti che saranno espressi. A chi andranno? E’ legittimo pensare che possano andare a Gianluigi Paragone. Che è chiaro nel suo intento, molto più chiaro di Salvini e Meloni che pure quei voti stanno provando a prenderseli con un po’ di ambiguità. Voti che la Lega almeno dovrebbe rifiutare, ma si sa, la preferenza è come il denaro: non ha odore.

Gianluigi Paragone e la sfida lanciata al centrodestra

Quindi, Paragone. Se davvero Paragone si dovesse porre come seconda forza del centrodestra, che cosa diremo il giorno dopo? Come la tratteremo? La democrazia impone rispetto. Per il giornalismo sarà un bel dilemma.