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L’ex socio di Scaroni e Daffina che vuole mettere le mani sul patrimonio Enpam da 1 miliardo

di Francesco Floris

Hanno un “progetto da sogno”. Traduzione letterale dal dossier “Project Dream”. Con cui Enpam – la cassa previdenziale di medici e odontoiatri, il più importante fondo pensione e previdenziale italiano – ha messo in vendita un miliardo di patrimonio immobiliare. Concentrato a Milano. Il traguardo della gara per l’affare sul “mattone dei medici” è fissato per fine marzo, con la presentazione delle offerte economiche vincolanti all’advisor selezionato da Enpam, Deloitte.

L’immobiliarista ignoto

Fra i volenterosi del real estate, oltre a nomi noti e di caratura internazionale, si stanno facendo avanti anche degli ignoti immobiliaristi milanesi. Si presentano come capofila di una cordata formata da società e fondi di investimento, inseriti nella lista ristretta di Deloitte con accesso alla Virtual Data Room di Enpam, e con l’intenzione di mettere le mani su “Project Dream” per poi valorizzare l’investimento cedendo gli immobili a terzi. La società si chiama Elsafra II spa. Sede legale in via Boccaccio a Milano, 11,9 milioni di capitale sociale, specializzati nella gestione di holding operative. E prima ancora di aver messo in saccoccia l’affare da un miliardo, contro l’agguerrita concorrenza, già stanno scrivendo e contattando gli inquilini degli storici palazzi della cassa previdenziale dei medici. Per proporre loro un affare: il diritto ad esercitare la prelazione d’acquisto sugli appartamenti, per una durata di 4 mesi, agli inquilini Enpam e ai loro parenti. Il prezzo? Non quello del “ricco” mercato meneghino. Anzi. Promettono una stima basata sulla valutazione di zona che fa l’Agenzia delle Entrate-Osservatorio Immobiliare per quella tipologia di immobili. Sono le cosiddette “zone OMI”. A cui Elsafra aggiungerà un ulteriore sconto del 20%.

L’imprenditore di Milano e la fiduciaria

Chi sono questi benefattori che vogliono entrare di prepotenza in una delle più pesanti partite immobiliari di Milano e d’Italia? L’uomo che prende i contatti con gli inquilini a nome della società è uno dei consiglieri di amministrazione: Cristiano Noci Brambilla. Firmandosi a sua volta con il nome di un’agenzia immobiliare di Basiglio, vicino Rozzano. Le quote di Elsafra II spa sono controllate al 95,5 % da un’altra società di amministrazione condomini della Brianza. Si chiama Hiram II srl, interviene nel capitale in qualità di fiduciaria del Trust denominato “Trust Faelsa”. È guidata dall’amministratore unico Antonio Riccelli: classe 1970, nato in provincia di Catanzaro ma anche lui domiciliato a Rozzano. Il presidente del cda è invece l’imprenditore milanese Silvio Rancati – che detiene il restante 4,5% delle quote – e attraverso la società di holding entra nelle sue altre controllate o partecipate: la RB II srl, l’AmbroGest, che è azionista della della merchant bank Ambromobiliare, società di advisory in finanza strategica orientata alle imprese di medie dimensioni. E infine in Digital Merchant Finance che si presenta come advisor in grado di far incrociare la finanza tradizionale con il Fintech.

Socio di Scaroni e Daffina

Ma Rancati i salotti buoni li ha frequentati. È stato anche socio di nomi noti della finanza italiana. Come Paolo Scaroni, ex ad dell’Eni e attuale Presidente del Milan, e Alessandro Daffina, l’amministratore delegato di Rothschild (di cui Scaroni è vice presidente). È infatti il 2016 quando il numero uno e due in Italia della potente banca d’investimento entrano nel capitale della Magister Energy Engineering (Mee), guidata dallo stesso Rancati, e che sviluppa e produce sistemi tecnologici per ridurre il consumo di energia e l’emissione di inquinanti. Lo fa grazie a un “algoritmo intelligente” messo a punto dal professore di Ingegneria dei materiali del Politecnico di Milano, Carlo Mapelli. Che oggi siede proprio nel consiglio di amministrazione di Elsafra II, la società che vuole comprare un miliardo di euro di immobili dall’Enpam.

Il re del mattone napoletano

Scaroni e Daffina entrano cinque anni fa nella società energetica di Silvio Rancati attraverso l’Immobiliare Cortina e sfruttando la necessità di una ricapitalizzazione. Un aumento di capitale che fa entrare nell’azionariato i due uomini di Rothschild ma anche Giuseppe Gotti, all’epoca presidente della vicentina Svea (Sviluppo Energie Alternative) tra i cui investitori c’è pure lo stesso ex amministratore delegato di Eni e l’imprenditore napoletano Achille D’Avanzo. Che guida il gruppo Solido, si fa chiamare il “re del mattone” partenopeo oltre ad essere il nuovo Presidente dello Yacht Club di Capri e già consigliere di amministrazione di Cai-Alitalia dopo il “salvataggio” della compagnia di bandiera da parte dei “capitani coraggiosi”. Hanno anche loro un “progetto da sogno”?

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FraFloris
FraFloris
Nato nel 1989, trentino, milanese d'adozione,. Giornalista freelance. Collaboratore di True-News, Fatto Quotidiano, Affaritaliani.it Milano, Linkiesta, Gli Stati Generali, Vice, Il Dubbio, Redattore sociale. Per segnalazioni scrivimi a frafloris89@gmail.com

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