Elezioni, Piacenza è l’unico capoluogo con una sfida tutta al femminile

Nei 26 comuni capoluogo dove si va alle urne domenica 12 giugno solo in una città, Piacenza, la sfida decisiva sarà due donne

Per le elezioni amministrative di domenica 12 giugno, Piacenza sarà l’unico capoluogo di provincia chiamato alle urne dove centrodestra e centrosinistra schierano due donne.

Piacenza, sarà ballottaggio tra Tarasconi e Barbieri

I candidati alla carica di primo cittadino del capoluogo emiliano sono sei. I sondaggi, prima che la loro divulgazione fosse inibita, davano per scontata una partita a due. Da un lato la consigliera regionale del Pd Katia Tarasconi, in passato assessore cittadino al commercio, candidata per il centrosinistra e sostenuta da sei liste, e la sindaca uscente Patrizia Barbieri, eletta come indipendente per il centrodestra nel 2017, che punta a un secondo mandato, sostenuta da quattro liste.

E’ stata proprio la Barbieri  cinque anni fa, a restituire al centrodestra la guida della città dopo anni. Nel 2017 vinse al ballottaggio ottenendo una vittoria netta (58%).

Piacenza, più lombarda che emiliana

Città emiliana che gravita più su Milano che su Bologna, con migliaia di pendolari che raggiungono quotidianamente il capoluogo lombardo per lavoro o studio, Piacenza, purtroppo, non è rimasta immune dalle infiltrazioni della ‘ndrangheta, che ha propagato i suoi tentacoli sull’Emilia.

Nel 2019  Piacenza era stata sconvolta da un arresto eccellente. Le manette erano scattate ai polsi del presidente del consiglio comunale Giuseppe Caruso, eletto nel 2017 con Fratelli d’Italia, dopo essere stato consigliere dal 2002 al 2012 prima di Alleanza nazionale e poi del Popolo delle libertà.

Origini calabresi, Caruso venne arrestato con l’accusa di appartenere a una cosca di ‘ndrangheta, quella dei Grandi Aracri, che opera e domina in Emilia e controlla le attività illegali di Reggio, Piacenza e Parma.

Piacenza, tra ‘ndrangheta e carabinieri infedeli

Tutti i presunti reati attribuitigli, però, sarebbero stati commessi come funzionario delle Dogane di Piacenza, prima della sua rielezione in Consiglio comunale, quindi senza commistioni con il ruolo politico ricoperto, specificarono all’epoca dei fatti gli inquirenti.

Per l’accusa, Caruso aveva fatto entrare merce di una società della cosca senza far pagare l’Iva, oltre ad aver procurato una finta fattura per lavori mai eseguiti su un macchinario di una società mantovana legata alla ‘ndrangheta, che doveva giustificare un ritardo su una fornitura (legata a un finanziamento europeo da sei milioni di euro).

Caruso venne sollevato immediatamente da ogni incarico politico direttamente dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Nel 2020 la città sarebbe stata sconvolta dagli arresti dei carabinieri della caserma Levante. Il primo caso di presidio sul territorio dei carabinieri posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. I carabinieri arrestati (nel 2021 tutti condannati) erano accusati di spaccio, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali aggravate, peculato, abuso d’ufficio, rivelazione ed uso di segreti d’ufficio, falsità ideologica, perquisizione e ispezioni personali arbitrarie, violenza privata aggravata, truffa ai danni dello Stato.

Libera Piacenza: ripristinare la legalità

Il ripristino e il rispetto della legalità è quanto chiede Libera Piacenza, che ha strutturato una serie di proposte per il candidato. La città un tempo era conosciuta più per essere sede di un Festival del diritto. Ora gli esponenti locali dell’associazione di don Luigi Ciotti chiedono che sia riportato a Piacenza.

Stando alle previsioni della vigilia, il nuovo sindaco sarà deciso solo al ballottaggio tra Tarasconi e Barbieri.

L’esponente dem ha annunciato di non volere apparentamenti. Ma in caso di doppio turno, non è remota l’ipotesi che sul suo nome convergano i voti che alla prima tornata avrà conquistato il candidato sindaco Stefano Cugini. Consigliere comunale uscente del Gruppo misto, ma in passato capogruppo Pd, che si presenta sostenuto da quattro liste (Movimento 5 stelle, Europa verde, Alternativa per Piacenza, @Sinistra).

L’ex capogruppo Pd di Piacenza spina nel fianco della candidata dem

Gli altri candidati sono Maurizio Botti (Piacenza rinasce), medico in pensione, “obiettore del vaccino Covid”; Samantha Favari (Movimento 3V – Vaccini Vogliamo Verità), ex commerciante e in attesa di lavorare come bracciante agricola; Corrado Sforza Fogliani (Liberali piacentini). Figura ben nota a Piacenza e non solo. Avvocato cassazionista, è presidente dell’Associazione nazionale fra le Banche popolari, pubblicista, per oltre un quarto di secolo presidente della Banca di Piacenza e di Confedilizia. Sforza Fogliani è riferimento storico dei Liberali piacentini, presenti anche in consiglio comunale.

Patrizia Barbieri ha invece l’appoggio di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Patrizia Barbieri sindaco. Le sei liste a sostegno di Katia Tarasconi sono Partito democratico, Azione, Piacenza oltre, Piacenza coraggiosa, Pensionati piacentini, Katia Tarasconi-Lista civica per Piacenza. Un riverbero di politica nazionale è nella lista del Pd, dove è candidata l’ex ministro dei trasporti Paola De Micheli.