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Bocconiani, verdi e centri sociali: davvero tutti pazzi per Beppe Sala?

Si amplia sempre più la coalizione dei partiti che sostengono il primo cittadino di Milano Beppe Sala: riusciranno ad andare d'accordo?

Nel weekend Beppe Sala ha presentato il simbolo della sua lista civica al fianco di alcuni dei candidati che si sfideranno a colpi di preferenze. Si amplia sempre di più la schiera dei partiti che sostengono il primo cittadino di Milano. Riusciranno ad andare d’accordo tutte queste anime così eterogenee tra di loro?

Più che una coalizione sembra una grande ammucchiata. Anche un 1% in più può essere determinante per aggiudicarsi lo scranno più alto a Palazzo Marino. Sala non dice di no a nessuno perché, dopo le delusioni romane e la non chiamata di Draghi, dalla sua rielezione dipende il suo futuro politico.

La grande ammucchiata (11 partiti) di Sala

Il PD (partito n.1 della coalizione) non ha preso per niente bene l’adesione di Beppe Thunberg ai Verdi Europei (partito n.2 dello schieramento di centrosinistra, anche se in pratica è Sala che si sostiene da solo, ma fa molto figo mettere un logo così trendy al fianco del proprio nome). Per elencare le componenti DEM ci vorrebbe mezza giornata, ma basti ricordare che si va dai più accaniti giustizialisti ai cattocomunisti, passando da ecotalebani e majoriniani, con la componente moderata che è assolutamente minoritaria e riesce a stento a tenere in piedi la baracca scegliendo però di non scegliere su temi divisi (stadio, Pirellino, Città Studi, Goccia, vasca del Seveso, etc).

Il debutto a Milano di Italia Viva e Azione!

Della lista Sala (partito n.3) che in Consiglio comunale cambiò nome in Alleanza Civica (partito n.4 di coalizione) ho già scritto, anche se merita un accenno la provenienza politica dei candidati oggi sicuri in lista (3 ex-Milano progressista, di cui 2 ex-SEL, 1 ex-democristiano, 1 ex-radicale, 1 esponente del Terzo settore e un’amica del sindaco che siede nei salotti buoni del centro a parlare di Olimpiadi, mentre lo sport di base affonda). Tra le forze moderate si cimenteranno per la prima volta a Milano Italia Viva (partito n.5 di coalizione) e Azione! (partito n.6), ma la loro forza elettorale è un’incognita anche per Renzi e Calenda, figuriamoci per la sciura Maria. Della lista dei bocconiani Volt (partito n.7) conosciamo solo il logo perché l’influencer Sala gli ha dedicato un post. Di idee progettuali non c’è traccia.

Sala non era “amico degli immobiliaristi cementificatori”?

Conosciamo bene, invece, i Verdi italiani (partito n.8 di coalizione) perché durante l’attuale mandato avevano rotto il dialogo con il sindaco, reo di essere amico degli immobiliaristi cementificatori. Non si capisce come mai i leader milanesi abbiano cambiato idea in così breve tempo e nonostante Sala, aderendo ai cugini europei, li abbia sbeffeggiati pubblicamente per essere antiquati e anacronistici. A dire il vero perché abbiano aderito all’accozzaglia di centrosinistra lo capiscono anche i ragazzotti del “Fridays for future”. Dalle ceneri di Milano progressista è nata Milano Unita (partito n.9 di coalizione) con l’intento di non lasciare indietro nessuno e che rivendica con orgoglio il modello di accoglienza meneghino. Per capire di cosa parliamo, consiglio un giro in Galleria dopo le ore 21.

Droghe leggere, sex district e centri sociali

I Radicali (partito n.10) saranno posizionati ancora a centrosinistra. Nell’annunciarlo hanno presentato due capisaldi del loro programma elettorale: depenalizzazione delle droghe leggere e realizzazione di sex district. Come potranno bypassare le leggi nazionali e andare d’accordo con gli esponenti cattolici e paladini dei diritti presenti in coalizione non ci è dato saperlo. Dettagli non da poco e che un elettore attento dovrebbe tenere in forte considerazione. Il mio amico Fabio Massa dà in coalizione con il sindaco della #Milanononsiferma anche Grande Nord (partito n. 11): ci mancava solo la componente federalista! Meritano una menzione anche la lista LGBT in divenire e quella solo abbozzata facente riferimento al “Tempio del futuro perduto” (spazio okkupato abusivamente alla Fabbrica del Vapore) che vuole coinvolgere giovani e operatori del settore culturale.

Ghali, Mahmood e il marketing di Peppe Spritz

Cosa farà l’ambiente antagonista dei centri sociali dove molti rapper di nuova generazione si esibiscono? Che il sindaco strizzi l’occhio a quell’ambiente lì non è una novità. E non parlo solo di Rondo da Sosa e Sacky (della crew Seven Zoo) che in settimana sono stati fatti accomodare sulle poltrone Frau del sindaco dopo i fatti gravissimi della guerriglia in piazzale Selinunte di solo una settimana fa. Ricordate Ghali da Baggio e Mahmood dal Gratosoglio accolti come capi di stato internazionali? Tutte operazioni di marketing suggerite dagli spin doctor di Peppe Spritz che vuole accaparrarsi il voto dei neo maggiorenni e dei millenials.

Economia e Olimpiadi 2026, a Milano è rischio paralisi

Come farà Sala a tenere insieme un centrosinistra mai così frammentato come l’accozzaglia meneghina? Come potranno mai convivere così tante variopinte anime quando si dovrà parlare di sviluppo della città? Perché la diversità in politica non sempre è un valore, ma anzi è più spesso motivo di litigiosità. La brama di potere non sarà mai un collante così forte per tenere tutti insieme. Con l’obiettivo di mandato di rilanciare l’economia e le Olimpiadi invernali del 2026, il rischio della paralisi totale è verosimile e non possiamo permetterci un solo giorno di ritardo dopo un anno e mezzo così drammatico per Milano.

“Beppe Sala, vengo anch’io? Sì, tu sì”


E i 5stelle? Alcuni leader dei partiti che sostengono la candidatura di Sala, esponenti locali e non, hanno dichiarato pubblicamente che non hanno nulla da spartire con il movimento di Grillo. Sala non ha ancora dato una risposta chiara. Staremo a vedere, ma la risposta pare scontata. Vengo anch’io? Sì, tu sì!

Alessandro De Chirico
Consigliere comunale
Forza Italia Milano