Caro energia, stangata per il Comune di Milano: 7 milioni in più ad Enel

La Convenzione siglata con Consip non aveva previsto i rincari delle materie prime e ora la “bolletta” di Palazzo Marino è raddoppiata

Caro energia, che stangata per gli enti locali. L’ultima vittima è il Comune di Milano. Che il 18 febbraio ha dovuto mettere sul piatto 7 milioni di euro aggiuntivi dal Fondo di Riserva solo per onorare la “bolletta” elettrica che scade ad aprile 2022. È il servizio di fornitura per l’interno anno (maggio 2021-aprile 2022) figlio dell’ultima Convenzione Consip Energia Elettrica a prezzo variabile e con “Opzione Verde”, per la certificazione della fornitura da sole fonti rinnovabili”, la più grande negoziazione di energia elettrica d’Italia riservata alle pubbliche amministrazioni.

Valore stimato all’inizio: 16,9 milioni di euro. Per Milano e Lodi la vincitrice del lotto è Enel Energia.

Ma nessuno aveva previsto cosa sarebbe successo al prezzo delle materie prime a maggio dell’anno scorso. Con i tariffari e i costi per i consumi elettrici che sono triplicati a prescindere dalle diverse fasce orarie considerate.

Caro energia, l’allarme di Palazzo Marino

L’Area Gestione Impianti di Palazzo Marino ha lanciato l’allarme: gli importi stanziati a bilancio non sono sufficienti per far fronte ai costi del servizio vista anche la flessibilità dei contratti siglati.

Così la giunta guidata dal sindaco Beppe Sala su proposta dell’assessore alla Casa, Pierfrancesco Maran, è dovuta correre ai ripari. Già due volte. La prima il 10 dicembre 2021 quando è stato approvato un prelievo dal fondo di riserva, pari a 4,5 milioni di euro per l’integrazione dei capitoli di spesa relativi ai consumi di energia elettrica. Poi di nuovo questa settimana a meno di un mese e mezzo dalla conclusione delle fornitura: altri 7 milioni di euro che portano il conto totale a 11 di fatto raddoppiando i costi della fornitura con Enel via Consip.

I problemi energetici generali ovviamente hanno una ricaduta anche sulle spese che effettua il Comune – dichiara a true-news l’assessore Pierfrancesco Maran – Ipotizziamo per l’anno in corso possibili aumenti tra il 60 e il 100% rispetto all’anno scorso”.

Caro bollette: quanto impatterà sui servizi pubblici?

Soldi che rientreranno dai decreti governativi di ristori a Comuni ed Enti locali, si augurano gli amministratori, ma rimane un grosso punto di domanda: quanto impatterà il caro bollette sulle pubbliche amministrazioni, aziende ospedaliere, servizi pubblici? E chi metterà le risorse sul piatto in assenza di accordi con i fornitori? A guardare i primi le previsioni di spesa preventivate in varie parti e settori della PA italiana è questo un colossale problema sul tavolo per ora oscurato dal “caro bollette” per imprese e famiglie.

Con la differenza che certe strutture pubbliche non possono semplicemente smettere di funzionare o ridurre i consumi. Perché hanno l’obbligo legale di garantire alcuni servizi.

Costi energia, la tempesta sta per abbattersi sugli Enti locali

Basti pensare che, come si legge nella delibera che ha stanziato i 7 milioni di euro aggiuntivi, attingere risorse dal Fondo di Riserva del Bilancio di Previsione 2022-2024 per il Comune di Milano al momento in regime di esercizio provvisorio rappresenterebbe una possibilità “solo per fronteggiare obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, da obblighi tassativamente previsti dalla legge (quali, ad esempio, le spese per le elezioni in caso di stanziamenti non adeguati nella spesa corrente) e per garantire la prosecuzione o l’avvio di attività soggette a termini o scadenza, il cui mancato svolgimento determinerebbe danno per l’ente”.

Come in questo caso. Ma la tempesta sta per abbattersi anche sugli Enti locali che presto busseranno alle porte del governo.

Tempesta su cui c’è comunque chi nel tempo ha fatto scelte oculate. “Sarebbero stati conti ancora più salati – avverte ancora Maran – se non avessimo compiuto in questi anni importanti azioni per il risparmio energetico, a cominciare dalla completa trasformazione dell’illuminazione elettrica a led”. Il riferimento è alle scelte prese a partire dal 2013 quando Palazzo Marino ha messo in piedi il piano per la “transizione illuminazione da tradizionale a led con numeri importanti.

Erano zero nel 2013, hanno coperto a fine 2019 sostanzialmente l’intera città. Le stime di risparmio sui consumi parlano di una forbice fra il 30% e il 50% rispetto al passato.