L’audizione di Guerini: “I russi intensificheranno e l’Italia sosterrà l’Ucraina”

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha fatto il punto sull'impegno italiano al fianco dell'Ucraina: armi, fondi e deterrenza

Armi, fondi e postura di deterrenza. “L’impegno italiano continuerà a supportare l’Ucraina nella sua difesa dall’aggressione russa anche con dispositivi in grado di neutralizzare le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile”. Il ministro Lorenzo Guerini, giovedì 5 maggio ha tenuto un’audizione di fronte alle commissioni Difesa di Camera e Senato per fare il punto sul supporto che l’Italia sta fornendo all’Ucraina.

La situazione sul campo

Il ministro della Difesa inizia con una breve illustrazione della situazione tattico-operativa sul campo. Dopo il fallimento della conquista di Kiev da tre direttrici principali, si assiste al riposizionamento sul fianco est di 130.000 soldati russi (80 battlegruops).

Le azioni più rilevanti si concentrano nei territori contesi del Donbass: gli oblast di Donetsk e Lugansk, con la feroce offensiva su Mariupol – strategica per il controllo del Mare di Azov e collegare il Donbass alla Crimea.

Segnali inquietanti da Mosca

L’andamento del conflitto non è chiaramente definibile, ma Guerini si sbilancia su una previsione: “E’ possibile, ed in parte sta già avvenendo, che il conflitto si intensifichi ulteriormente nei prossimi giorni, stante il presumibile obiettivo di conseguire da parte russa risultati “tangibili” entro la data simbolica del 9 maggio.

Il ministro denuncia la postura aggressiva della Russia attraverso “l’ambiguità e gravità dei messaggi rispetto alla minaccia nucleare ed all’esibizione di capacità balistiche come il missile intercontinentale Sarmat”.

A questo si aggiunge l’intensificazione delle esercitazioni di prontezza nucleare, nell’enclave di Kaliningrad.

L’Italia e la guerra all’Ucraina

L’audizione prosegue poi con le iniziative intraprese dal nostro paese nei confronti di quelle che il ministro definisce “Non la guerra in Ucraina, come tanti impropriamente la definiscono, ma la guerra all’Ucraina“.

“Davanti a una azione così deprecabile” – prosegue Guerini – “l’Italia, di comune accordo con i Partner europei e internazionali e con i Paesi Alleati, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte e di porsi al fianco del popolo Ucraino e della sua legittima difesa per preservare la propria libertà”.

Guerini ricorda quindi gli impegni presi dal Parlamento, che ha approvato quasi all’unanimità il 1° marzo risoluzioni che davano mandato al Governo anche per “la cessione di apparati e strumenti militari che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa e di proteggere la sua popolazione”.

Le armi agli ucraini

Nello specifico, ai parlamentari è stato ricordato come il Governo con la Legge n.28 del 5 aprile – votata ad ampia maggioranza – è autorizzato fino al 31 dicembre alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina.

Due decreti interministeriali dei ministeri di Difesa, Esteri e dell’Economia hanno definito tipologie e quantità degli apparati e degli strumenti militari per supportare e consolidare lo sforzo difensivo dell’Ucraina.

“Il contributo italiano – legge Guerini – i cui dettagli tecnici sono stati secretati e sui quali ho informato il Parlamento nel corso di due audizioni al COPASIR, riguarda sistemi controcarro, sistemi di difesa aerea a cortissimo raggio, mortai, munizionamento di artiglieria, sistemi di comunicazione, dispositivi di protezione individuale e kit di sopravvivenza”.

Tra questi materiali, precisa il ministro, figurano anche “dispositivi in grado di neutralizzare le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile”.

Il coordinamento con gli alleati

L’impegno italiano si sta sviluppando in modo coordinato con gli altri Paesi europei e alleati, “con i quali condividiamo le analisi sulle misure adottate e da adottare”. Dopo l’intervento di Mario Draghi a Strasburgo, in cui il premier ha invocato una maggiore integrazione strategica e militare internazionale, il ministro ha sottolineato come “l’Unione europea e NATO sono i due pilastri di tale architettura e il nostro Paese ne è parte fondante e protagonista e contribuisce a determinarne le decisioni”.

L’Unione Europea ha assunto iniziative come la risoluzione del Parlamento sull’approvazione di un finanziamento di 1,5 Miliardi di euro attraverso lo strumento European Peace Facility per l’acquisito di materiale in supporto alle forze armate ucraine. L’Ue si è poi dotata di una “cellula di coordinamento” che svolge le funzioni di clearing house, ossia di supporto organizzativo per tutte le attività a favore del popolo ucraino.

Il contributo dell’Italia

Guerini ha infine ricordato l’impegno concreto, in termini di mezzi e truppe, che l’Italia ha messo in campo nell’ambito di ciò che “concerne la decisione NATO di rafforzare la postura di deterrenza e rassicurazione, con particolare attenzione sui paesi del fianco Est”.

L’Italia già contribuisce con una componente terrestre in Lettonia, una componente aerea in Romania e Islanda e una componente navale nel Mediterraneo Orientale. A questo sforzo si aggiungeranno gli impegni in Bulgaria e Ungheria, che saranno inseriti nella Delibera Missioni di prossima presentazione al Parlamento.

Una minaccia alla sicurezza collettiva

Guerini ha concluso il suo intervento ribadendo il “sostegno incondizionato all’Ucraina”, contro un’aggressione che rappresenta “una minaccia all’architettura di sicurezza europea e alla sicurezza collettiva“. Il ritorno della guerra in Europa e della politica di potenza “non possono più appartenere alla nostra epoca e alla nostra civiltà”. Per il ministro della Difesa è necessario “tornare allo spirito di Helsinki, non a quello di Yalta“, riattivando un dialogo tra grandi potenze che devono comprendere di essere sempre meno tali.

Guerini conclude citando Draghi stesso, che ha affermato come “la crisi – che è insieme umanitaria, securitaria, energetica, economica – ha reso l’Ue uno spazio non solo economico, ma di difesa dei diritti e della dignità dell’uomo”. L’Ucraina riguarda anche il nostro paese perché ha subito “un’aggressione ai valori e ai principi democratici che sono alla base di una concreta convivenza pacifica tra i popoli. L’Italia, con il suo ruolo e il suo contributo all’interno delle organizzazioni sovranazionali di cui è parte convinta, e insieme agli altri paesi europei ed alleati, non può, non deve e non vuole voltarsi dall’altra parte“.

IL TESTO INTEGRALE DELL’AUDIZIONE DI GUERINI