Prodi: “La Francia assuma la guida dell’Europa prima che sia tardi”

Alla presentazione di un libro a firma di Papa Francesco, l'ex Primo Ministro Italiano propone la sua visione di politica europea.

“È un’analisi da politologo quella proposta da Papa Francesco. Siamo in una Terza guerra mondiale a pezzi, perché in Ucraina c’è un pezzo che sembra limitato geograficamente, ma che in realtà tocca tutto il mondo. Si sta scomponendo la politica mondiale e le due grandi potenze – Cina e Stati Uniti – la devono ricomporre e l’Europa deve fare la sua parte”.

Con queste parole il professor Romano Prodi, ex presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004, parlando con true-news.it, commenta la guerra in Ucraina a margine della presentazione del libro di Papa Francesco “Contro la guerra, il coraggio di costruire la pace“, che si è svolta presso l’Università LUMSA di Roma.

La parte della Francia

A questo proposito, l’ex Presidente del Consiglio ha ampliato il suo discorso, pungolando la Francia ad assumere un ruolo centrale e di leadership all’interno del contesto europeo. Il paese guidato da Emmauel Macron “deve promuovere una politica estera e una politica di difesa comune dell’Europa, prima che una delle altre nazioni abbia un peso così forte da non rendere più possibile un accordo”, ha detto facendo riferimento al nuovo bilancio tedesco della difesa, con le spese militari che dovrebbero raggiungere il 2% del PIL entro il 2024.

Secondo Prodi, l’unico paese in grado di promuovere una cooperazione rafforzata, come è stato per la moneta unica, è proprio la Francia “che ha l’arma nucleare, il diritto di veto alle Nazioni Unite e l’esercito europeo più forte”. In questo preciso momento storico – ha aggiunto ancora il prof. Prodi – “Francia, Germania, Spagna e Italia hanno una politica fondamentalmente comune, ma devono metterla insieme, perché i singoli paesi europei non sono più in grado di promuovere una politica estera incisiva”.

Il silenzio del Cardinale Parolin

Alla conferenza era presente anche il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, che non ha però rilasciato interviste ai giornalisti presenti. Un atteggiamento che potrebbe preludere una significativa azione concreta da parte della Santa Sede nelle prossime settimane. Il porporato ha comunque parlato nel corso della presentazione del libro del Pontefice, dicendosi pessimista sulla possibilità che vi siano ancora le condizioni perché Russia e Ucraina possano sedersi al tavolo delle trattative.

Ha però aggiunto che “Non ci sono alternative. Bisogna continuare a proporre che si metta fine alle azioni belliche e si torni a trattare senza pre-condizioni, in modo da trovare soluzioni condivise”.

Richiamando la proposta del Presidente della Repubblica Italiana avanzata all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, il cardinale Pietro Parolin ha detto che “Oggi c’è bisogno di una nuova Conferenza di Helsinki”. Gli accordi firmati nel 1975 nella capitale finlandese costituirono un tentativo di ridurre le tensioni tra il blocco occidentale e quello comunista durante la guerra fredda.

“È importante tornare allo spirito di quella conferenza andato perduto troppo presto –  ha sottolineato ancora il Segretario di Stato Vaticano – anche perché ho l’impressione che la guerra in Ucraina sia l’ovvia conseguenza dell’erosione del multilateralismo degli ultimi decenni. Era già evidente che le nazioni non credevano ad una soluzione comune dei problemi”.