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Toscana, buco di bilancio nella sanità: ecco il piano di rientro (aspettando Draghi)

All'appello mancano 400 milioni di euro. Per Giani e Bezzini colpa del Covid: “Roma deve intervenire”. Le opposizioni attaccano la gestione della Asl Centro. Il piano di rientro fra tagli e possibili tasse

Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, ha rispedito le accuse al mittente: “Parlare di buco della sanità è una forzatura” dice. Le opposizioni però non mollano e il disavanzo di bilancio 2021 per la sanità toscana è sempre più oggetto di un vero e proprio “giallo”: “Si continua a mistificare la realtà ma c’è un reale problema di gestione delle risorse finanziarie – attaccano il 2 novembre i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Francesco Torselli e Diego Petrucci –. Pensate, il bilancio preventivo della Asl Toscana centro ha ricevuto il parere contrario da parte del suo Collegio sindacale. Perché la Giunta ha comunque deciso di approvare il documento finanziario?”.

Le cifre ballano anche per ragioni tecniche (formalmente il bilancio 2021 non è chiuso) ma comunque la si metta non sono rosee. Sempre martedì l’assessore alla Salute, Simone Bezzini, è dovuto intervenire nel consiglio straordinario proprio per riferire sul “rosso della sanità” come titola la stampa locale: uno squilibrio da 425 milioni di euro di cui quasi 200 milioni ancora da capire come coprire. Bezzini ha illustrato il piano di rientro ma ha fatto anche la voce grossa con il governo: “Aspettiamo tra i 100 e i 150 milioni per le spese Covid – ha detto l’assessore –. Chiediamo rimborsi Covid subito” perché “non è pensabile che i costi sanitari della pandemia ricadano sui sistemi sanitari regionali”.

Spese Covid, in Toscana un buco di bilancio sanitario

“Buco” per spese Covid, dunque, con i costi dell’emergenza che hanno pesato per 640 milioni di euro e la spesa sanitaria in generale che è aumentata di 330 milioni di euro rispetto al 2020, quando comunque si era registrato un disavanzo di 95 milioni. Tesi non accolta dalle opposizioni: “Sapevamo che Giani e l’assessore Bezzini avrebbero sminuito la situazione ma non ci immaginavamo che sarebbero arrivati a raccontare una realtà che non esiste – dicono i consiglieri di Fratelli d’Italia in una nota immediatamente successiva –. La giunta continua a dire che il buco di bilancio sia da imputare ai costi della pandemia, ma non è così. Non perché lo afferma Fratelli d’Italia, ma perché lo scrivono nero su bianco la Corte dei Conti e il Collegio sindacale della Asl Toscana Centro”. E ancora: “È ridicolo che oggi l’assessore ci abbia detto che i bilanci del 2019 e del 2020 siano stati chiusi con un sostanziale pareggio -continua il partito di Giorgia Meloni –. La sola Asl Toscana Centro per il 2018 ha accumulato una perdita di 24 milioni, per il 2019 di 30 milioni e per il 2020 di 34 milioni. Cosa ha da nascondere la sinistra?”.

Buco nella sanità: mancano all’appello 400 milioni di euro

Soluzioni? Il piano di rientro illustrato da Giani e Bezzini parla di 150 milioni devono arrivare da tagli e razionalizzazione delle spese dentro le aziende sanitarie (100 milioni solo nella Asl Toscana Centro), di cui oltre metà sarebbero già stati recuperati. Ma è comunque una manovra correttiva ad alto rischio per la tenuta sociale e lavorativa del sistema: cerca di contenere le uscite bloccando straordinari, acquisti e congelando le assunzioni. Eventualità che potrebbero scontrarsi con gli enormi problemi indiretti del post covid, a cominciare dalle liste d’attesa da smaltire.

Altri 200 milioni di euro si dovrebbero recuperare sottraendo risorse da capitoli di spesa regionali differenti, alcuni anche “saltati” a causa della pandemia o per progetti infrastrutturali che verranno finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, liberando risorse per la sanità toscana che da sola persa per l’85% del bilancio regionale da circa 7 miliardi di euro.

All’appello mancano comunque tra i 100 e i 150 milioni di euro. Per i numeri definitivi bisognerà aspettare il 31 dicembre ma la speranza rimane comunque l’intervento di Roma con un decreto ad hoc che metta apposto i saldi contabili. Le alternative? Poche e non piacevoli. Tecnicamente si possono spostare alcune voci di uscita dall’anno in corso a quello successivo, confidando in una ripartizione e un ammontare più cospicuo del Fondo Sanitario Nazionale 2022. Ma è comunque un modo di spostare in avanti i problemi.

Buco sanitario in Toscana, la soluzione è l’aumento delle tasse?

Altrimenti c’è un’antica soluzione sempreverde: l’aumento di tasse in Toscana. “È escluso – ha detto il governatore Giani davanti al consiglio regionale –. Ma se viene a mancare qualcuna di queste voci dovremo considerare anche altre strade”. Dal bollo auto alle addizionali Irpef, non sono infinite le leve erariali che una Regione può muovere in questi casi. E ancor più: non tutte sono distribuite (e distribuibili) in maniera equa sui cittadini. Un bell’enigma. Aspettando Draghi per la soluzione.