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Salute mentale. “5mila pazienti fuori dalle Comunità con progetti personalizzati. Pandemia? Triplicati i ricoveri a neuropsichiatria infantile”

Valerio Canzian, Presidente dell'Unione Regionale Associazioni Salute Mentale della Lombardia, dice che Regione Lombardia “Spende 20 miliardi in sanità ogni anno. Di questi il 5 per cento dovrebbe essere destinato alla salute mentale secondo le linee guida nazionali” mentre è “solo il 3,5 per cento”

Il ruolo del volontariato? “Sollecitare la politica”. E Valerio Canzian, Presidente dell’Unione Regionale Associazioni Salute Mentale della Lombardia, la politica la sollecita parecchio. Regione Lombardia? “Spende 20 miliardi in sanità ogni anno e di questi il 5 per cento dovrebbe essere destinato alla salute mentale secondo le linee guida nazionali” mentre è “solo il 3,5 per cento” dice intervenendo il 28 maggio 2021 a “Salute Direzione Nord – Turning Point” nel panel dedicato al ruolo del Terzo Settore durante la pandemia Covid. 

Lui, che del Terzo Settore, rappresenta l’anima fatta di volontariato puro. Non ne fa solo una questione di soldi e risorse da destinare a un comparto della sanità lombarda. “Quello che chiediamo è di cambiare il paradigma del posto letto, per tornare a vivere nella propria casa, nella propria abitazione”. E lo fa con dei numeri. “In Regione nell’ambito salute mentale ci sono circa 5mila posti letto di persone in Comunità dice a True Pharma Valerio Canzian a margine dell’evento –. Persone che potrebbero vivere con quelli che si definiscono progetti personalizzati di salute, all’interno del proprio ambiente e accompagnati”. Come? Tre frecce da scoccare: l’abitare, il lavoro “per chi è in grado” e la “socialità”.

L’abbandono delle persone con fragilità mentale? Bisogna distinguere il terzo settore: c’è il volontariato, c’è un terzo settore profit e c’è un non profit.

L’emergenza di personale nell’ambito della salute mentale

Per quanto riguarda il volontariato. Forse così facendo si riuscirebbe anche a ridurre il sovraccarico sui servizi e sul personale già oggi ampiamente sottostimato rispetto alla “domanda”. “L’ambito salute mentale è caratterizzato da una mancanza enorme di personale, con riduzioni di circa il 50% rispetto agli standard richiesti e negli ultimi anni un vero e proprio depauperamento”. Così durante l’anno della pandemia “il nostro intervento ha riguardato il rispetto dei diritti delle persone”. Perché se vengono “chiusi i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) per mancanza di personale o per trasferirlo altrove, così come i centri diurni e l’assistenza domiciliare, le associazioni hanno il compito e provano a supplire alle mancanze”. Per esempio con “il trasporto dei pazienti”. Dall’abitazione al Centro Psico Sociale (Cps) e viceversa. Un ruolo troppo pesante per il volontariato puro autorganizzato? La risposta di Canzian: sopperire è un obbligo “piuttosto che vedere le conseguenze della mancata continuità dei servizi”.

Guarda l’intervento di Valerio Canzian

E ora c’è una nuova sfida. Quella che riguarda i più giovani, uno dei segmenti più colpito nella popolazione dalle conseguenze mentali e psichiatriche della pandemia. Per numeri certi e letteratura scientifica consolidata è ancora presto. Ci sono però le impressioni di addetti ai lavori e di chi frequenta l’ambiente. “Facciamo attenzione alla neuropsichiatria infantile – chiude il Presidente di U.R.A.S.A.M –. I dati dicono che sono triplicati i ricoveri nel primo trimestre 2021 rispetto agli anni precedenti”.