Liste d’attesa per visite, Regione Lombardia verso la riduzione dei tempi. Scarica la delibera

La Lombardia si appresta a velocizzare ulteriormente le liste d’attesa per visite e prestazioni con un sistema "di premi"

La Lombardia si appresta a velocizzare ulteriormente le liste d’attesa per visite e prestazioni. Un problema scaturito dalla pandemia quando molti hanno rinunciato alle cure, per paura di contagiarsi negli ospedali occupati dai positivi, d’altro canto le strutture, impegnate nel fronteggiare l’emergenza, hanno dovuto rinviare visite e esami. Rendendo estenuanti i tempi di attesa.

Tempi ridotti anche per ricoveri chirurgici non oncologici

Con la delibera approvata ieri, lunedì 11 aprile, su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, la riduzione dei tempi riguarderà anche i ricoveri chirurgici non oncologici, le prestazioni di specialistica ambulatoriale per le prime visite e le prestazioni di specialistica ambulatoriale area diagnostica per immagini radiologia, neuroradiologia, medicina nucleare. L’atto approvato in Giunta regionale segue una precedente delibera in cui Regione Lombardia fissava step ben precisi a partire dal 1° aprile che riguardava i ricoveri chirurgici oncologici.

Il “sistema dei premi”

Decurtazioni e premialità saranno i nodi centrali del sistema per il rispetto dei tempi d’attesa. Decorreranno dal 1° luglio per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, diagnostica per immagini radiologia, neuroradiologia, medicina nucleare. A partire dal 1° settembre le norme si applicheranno anche ai ricoveri chirurgici non oncologici e alle prestazioni di specialistica ambulatoriale-prime visite. “Così come avevamo indicato – ha commentato la vicepresidente Moratti – abbiamo iniziato dai ricoveri chirurgici oncologici per poi passare alle altre aree. Il rispetto delle liste d’attesa diventa sempre più importante. Per questo, oltre all’attività programmatoria, abbiamo stanziato somme importanti per recupere i ritardi causati dal Covid, prevedendo premialità e penalizzazioni per le varie strutture sanitarie”.

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