L’impatto della riforma sanitaria lombarda: i progetti di Policlinico e Fatebenefratelli

Riforma del sistema sanitario lombardo, Visconti e Giachetti sui progetti per gli ospedali milanesi Fatebenefratelli-Sacco e Policlinico

“Grazie alla legge regionale 22/2021 l’integrazione nei percorsi di cura tra polo ospedaliero e polo territoriale sarà ancora più forte, creando valore per i pazienti e per la comunità”. Così Alessandro Visconti, direttore generale Asst Fatebenefratelli-Sacco ha salutato la riforma al sistema sanitario lombardo e i benefici che porterà, intervenendo lo scorso venerdì 4 aprile a Palazzo Pirelli all’incontro dal titolo: “La sanità milanese alla luce della legge regionale 22/2021”.

Il potenziale del patrimonio sanitario lombardo per un ecosistema di sviluppo sociale

A suffragare il pensiero del direttore Visconti, Marco Giachetti, Presidente Irccs Fondazione Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico che ha ribadito: “Il patrimonio sanitario Lombardo se opportunamente valorizzato come prevede la nuova legge di riforma sanitaria e reso un po’ più autonomo organizzativamente dal solo sistema sanitario, ha un potenziale unico per promuovere raccolte fondi, per migliorare la vita di tutti i giorni e la sanità stessa, corretti stili di vita, un ambiente migliore per la nostra Regione e le nostre città, un cibo più sano facendo promozione del territorio, prevenzione sanitaria e generando risorse al di là dei canali istituzionali per la ricerca”.

Secondo il numero uno del Policlinico la sanità pubblica lombarda può diventare un ecosistema positivo per un impatto sostenibile di sviluppo sociale e porta l’esempio della sua struttura.

Giachetti: “Ecco il nuovo Policlinico di Milano”

“Il nuovo Policlinico di Milano – ha dichiarato – sarà molto di più di un ospedale: è un progetto sociale di restituzione alla città di quanto ricevuto nei secoli da filantropia e beneficienza, un nuovo ospedale quasi completamente autofinanziato a cui si aggiunge un grande progetto di housing sociale con un indotto importante nel comparto edile”.

Giachetti ha poi menzionato il ricco patrimonio rurale degli enti sanitari, di cui il 47% del totale si trova in Lombardia. “Purtroppo – ha aggiunto – questi patrimoni, come accaduto al nostro, non essendo considerati strumentali all’attività sanitaria, vengono trascurati, ma il loro potenziale, se gestito in maniera innovativa, è enorme”. Il riferimento è a un’economia circolare che generi risorse per la ricerca, l’umanizzazione delle cure e la tutela dei beni culturali “migliorando l’ambiente e creando un cibo sano e sicuro, nell’ottica non solo della cura delle acuzie ma anche di prevenzione e Sanità One Health”.

Visconti: come ripensare la rete d’offerta milanese

In una prospettiva di ripensamento della rete d’offerta milanese, tra le ipotesi di modifica del decreto ministeriale 70, che dal 2015 regolamenta gli standard degli ospedali e il territorio, Alessandro Visconti individua alcune novità strategiche tra cui l’adeguamento della rete ospedaliera a quella esigenza di elasticità che la pandemia ha evidenziato con chiarezza, così come il potenziamento di quella attività che sempre l’emergenza ha rivelato come carenti, vedasi la terapia intensiva e l’area semintensiva in primo luogo, una maggiore chiarezza sulla declinazione delle reti cliniche e un tentativo di sciogliere i nodi storici dei piccoli ospedali e dei punti nascita.

A livello di declinazione sul territorio della rete d’offerta meneghina l’ipotesi più accreditata vedrebbe l’azienda ospedaliera Gom Niguarda, quella Santi Paolo e Carlo, l’Asst territoriale Milano col polo ospedaliero del Fatebenefratelli e l’agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, incluso il Sacco.

Asst Fatebenefratelli-Sacco: dal DM 71 ai nuovi progetti

Stando al Dm 71, “nelle case di comunità anche grazie alla telemedicina – ha proseguito il direttore dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco – ai cittadini sarà garantita la presenza delle équipe di medici e infermieri, ma anche programmi di medicina d’iniziativa e prevenzione, punti prelievo, screening, piccola diagnostica e visite con specialisti come il cardiologo e il diabetologo, fino al Cup e all’assistenza domiciliare di base”.

Cinque inoltre i progetti avviati in materia di vaccinazioni, attivazione dell’infermiere di comunità, telemonitoraggio e telemedicina, studio delle dinamiche dell’epidemia da Sars-Cov-2 e un progetto sperimentale di inserimento di ambulatori di medici di medicina generale nei quartieri Aler di Milano.