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Sanità. Centinaio smentisce suo ingresso ma la Lega marca stretto Speranza

Il senatore del Carroccio smentisce arrivo al ministero della Salute. Ma la Lega vuole costruire un cordone di sicurezza attorno a Speranza

di Francesco Floris

Che non sarebbe stato tutto rose e fiori si sapeva. Il primo banco di prova lo abbiamo avuto sull’apertura degli impianti sciistici e le attività del turismo invernale, con il neo ministro leghista Garavaglia che non ha atteso nemmeno 24 ore per tirare la prima bordata al “confermato” Roberto Speranza. Ora però le chiacchiere romane indicano un Carroccio che si muove. Il posto di vice ministro? Sarebbe dovuto essere di Gian Marco Centinaio. Il senatore leghista di Pavia, classe ’71, già ministro delle Politiche agricole e forestali, avrebbe ottime chance di vittoria per un posto da numero due nel dicastero guidato dal politico di Leu. Sentito da Affaritaliani.it il diretto interessato ha smentito l’ipotesi. Ma la partita, per ora, rimane aperta.

Confermato sul Lungotevere sarebbe invece Pierpaolo Sileri del Movimento Cinque Stelle, mentre a fare le spese di un nuovo ingresso al ministero della Salute potrebbe essere la sottosegretaria Sandra Zampa, che pure sta lottando con le unghie e con i denti per tenere il suo posto. C’è da evitare un’inedita – quanto curiosa – situazione: un governo di larghissime “intese” (non troppo) che durante una pandemia si affida a tre vice ministri in affiancamento di Speranza. Tutti di colore differente. Per la sottosegretaria dem andrebbe comunque trovato subito un’altra casella da riempire, che spetta diritto all’ultimo volto di stretta osservanza prodiana rimasto nel perimetro dell’esecutivo.

La mossa della Lega invece è tutta politica. Si poteva e si può spingere per un tecnico di “area” Carroccio, come ce ne sono diversi in Umbria, in Veneto, in Lombardia da affianca al ministero. La scelta per ora è un’altra. Per essene nella partita si opta per un politico “puro”. Il messaggio è chiaro: siamo in maggioranza, ci stiamo, ma serve una una sorta di “cordone di sicurezza” attorno al ministero della Salute, dopo un intero anno passato a beccarsi reciprocamente sull’asse Roma-Milano. Non è tutto rose e fiori, dicevamo all’inizio. E, nel caso, meglio attendere primavera.