La diagnostica di primo livello arriva nelle Case di Comunità e negli studi dei medici di famiglia. Scarica il decreto

Speranza: "Investiamo 235 milioni di euro per dotare studi, ambulatori e case di comunità di dispositivi diagnostici di primo livello"

“Grazie al decreto che ho appena firmato sarà più facile accedere ad un’ecografia o ad un elettrocardiogramma attraverso il proprio medico di famiglia. Investiamo 235 milioni di euro per dotare studi, ambulatori e case di comunità di dispositivi diagnostici di primo livello.  È un altro passo avanti per costruire una sanità più vicina alle persone”.

Lo annuncia il Ministro della Salute, Roberto Speranza che dopo l’ok di ieri in Stato-Regioni ha firmato il provvedimento.

I contributi alle Regioni

Come si legge nel documento, “per far fronte al fabbisogno di apparecchiature sanitarie finalizzate a garantire l’espletamento delle prestazioni di competenza dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, al fine di migliorare il processo di presa in carico dei pazienti, in via prioritaria cronici e fragili, nonché di ridurre il fenomeno delle liste di attesa, è ripartito in quota capitaria alle Regioni un contributo pari a euro 235.834.000,00“. La quota più corposa – pari a 40.381.001,15 – viene destinata alla Regione Lombardia. 

A chi vengono destinate le apparecchiature di diagnostica

Le apparecchiature “vengono destinate alle Case della Comunità hub, alle Case della Comunità spoke, agli spoke rappresentati dagli studi dei medici di medicina generale dai pediatri di libera scelta, alle aggregazioni di medicina di gruppo tenendo conto delle caratteristiche orografiche e demografiche del territorio al fine di favorire la capillarità dei servizi e maggiore equità di accesso, in particolare nelle aree interne, rurali, piccole isole e periferie urbane, nel pieno rispetto del principio di prossimità. In queste aree dove, per le caratteristiche geografiche e morfologiche del territorio, lo studio del medico di medicina generale deve essere ulteriormente rafforzato (strumenti di prima diagnostica, rete e telemedicina) al fine di garantire un’assistenza di prossimità adeguata e non accrescere lediseguaglianze territoriali.

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