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Il super tecnico di Letizia con la passione per la Democrazia Cristiana

Eugenio Vignati è stato chiamato a sorpresa come capo segreteria di Letizia Moratti. Per il medico e professore universitario il coronamento di una carriera con la passione per la politica

di Francesco Floris

“Il sistema non può non reggere, nessuno può rimanere senza cura” diceva il 20 ottobre parlando con la stampa locale. Per Eugenio Vignati (all’anagrafe: Eugenio Carlo Maria Vignati), classe 1956 direttore di presidio degli Ospedali Legnano e Cuggiono dell’ASST Milano Ovest, a sorpresa (non l’unica) è arrivata la chiamata nella squadra di Letizia Moratti all’Assessorato alla Sanità. Con un ruolo non certo da (com)primario ma da protagonista del palcoscenico: capo della segreteria dell’assessore. Un tecnico. Con la passione per la politica. In carriera ha assunto importanti incarichi come Direttore Sanitario di aziende ospedaliere, tra cui il San Gerardo di Monza, l’Istituto Neurologico Mondino di Pavia e l’ICP-Mangiagalli di Milano. Ma la chiamata da Palazzo Lombardia nello staff del neo Vice Presidente di Regione e Assessore, non è certo una prima volta per il dottor Vignati. Già Assessore con la Democrazia Cristiana a Busto Arsizio – sua città natia – negli anni della Prima Repubblica, ha fondato nel 2011 il gruppo degli “Indipendenti di Centro”, insieme all’ex senatore Dc per tre mandati, Gian Pietro Rossi (deceduto nel 2019), sette volte Sindaco di Busto Arsizio e Assessore all’Urbanistica del Comune. Provando anche a candidarsi come Sindaco e finendo sconfitto da Emanuele Antonelli.

Extra politica, nel suo curriculum vitae spicca l’organizzazione e partecipazione a decine di convegni scientifici e corsi di formazione. Si è laureato a Pavia dove la sua carriera accademico-studentesca lo ha portato a conseguire due specializzazioni in “Igiene e Medicina Preventiva” e in “Medicina Legale e delle Assicurazioni”. Tra i vari incarichi accumulati in un lungo cv di 29 pagine – incluse pubblicazioni e convegni – anche numerose docenze per le autorità di pubblica sicurezza locali e del Ministero dell’Interno, oltre a quelle rivolte ai funzionari della Direzione Generale Sanità in Lombardia e di UNI – l’ente italiano di unificazione – sotto cui passano migliaia di normative tecniche rispetto ai prodotti. È stato professore a contratto all’Università di Pavia nel Dipartimento di Scienze neurologiche come anche presso l’Università degli Studi di Milano – Istituto di Malattie Apparato respiratorio, poi Igiene e Medicina Preventiva. Nel 2001 è stato nominato Esperto del Consiglio Superiore di Sanità con decreto del Ministero della Salute. Parla il francese. Arriva all’Assessorato al Welfare in un momento cruciale: oltre alla pandemia e alla gestione della campagna vaccinale contro il Covid, in Regione si attende di capire che perimetro avrà la contro-riforma della legge 23/2015 (c.d. “riforma Maroni” della sanità) e di mettere i moto i meccanismi della nuova legge sulle Dipendenze che modifica in parte i tratti del sistema socio-sanitario lombardo.