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I numeri del “welfare tecnologico”. Per la Ue fino a +38% di aderenza terapeutica e meno 60% visite infermieristiche

"Piattaforma tecnologica di welfare": in arrivo stanziamento europeo fino a 960mila euro (su un totale di 1,3 milioni) per progetti completati entro il 31 gennaio 2022.

Una “piattaforma tecnologica di welfare” per “l’assistenza domiciliare”. A fare da apripista una tecnologia già attiva in Danimarca. Ma il progetto europeo attivato nell’ambito di Cordis EU – lo spazio informativo dedicato alle attività di Ricerca e Sviluppo nell’Unione – ha un obiettivo ambizioso: trovare soluzioni medicali e tecnologiche d’avanguardia per garantire l’aderenza terapeutica anche da remoto. Tradotto: come ci si assicura che un paziente stia seguendo un piano terapeutico senza averlo costantemente sotto controllo dello specialista? Una delle risposte “benchmark” è proprio quella sperimentata a Copenaghen. Si tratta di una soluzione di telemedicina per gestire a distanza l’aderenza al trattamento da parte in particolare degli anziani – il segmento per cui è più difficile monitorare l’aderenza anche perché spesso vanno incrociandosi diverse terapie. La soluzione unisce una piattaforma software con dei “pulsanti intelligenti” abilitati per Bluetooth e progettati con due scopi: ricordare ai pazienti i programmi terapeutici e per confermare il loro effettivo svolgimento.

“Piattaforma tecnologica di welfare”: in arrivo ingenti stanziamenti europei

Lo stanziamento europeo prevede fino a 960mila euro (su un totale di 1,3 milioni) per progetti completati entro il 31 gennaio 2022. La doppia interfaccia permette da una parte agli operatori sanitari di ottenere una rapida panoramica di un cittadino o di un gruppo di pazienti e di poterla utilizzare per stabilire nuove priorità o modifiche ai trattamenti. Dall’altra dei pulsanti fisici pensati per il cittadino comune e che sono facilmente collegati a compiti di base da ricordare. Come per esempio l’assunzione di farmaci ad un determinato orario, la misurazione della pressione sanguigna, l’assunzione di acqua e via dicendo.

Uno o più bottoni di, ben visibili e con colori diversi, vengono associati direttamente a un “elemento” del trattamento – per esempio un portapillole o un inalatore – e programmati singolarmente affinché vengano riprodotti avvisi sonori facilmente riconoscibili. Quando il paziente esegue l’azione, il pulsante viene premuto per fermare l’allarme e per segnalare che il trattamento è stato assunto.

Dall’altra parte del “filo”, una dashboard consultabile da remoto da cui è possibile avere una visione d’insieme dell’aderenza al trattamento da parte del paziente attraverso la quale gli operatori sanitari possono monitorare i trattamenti individuali e fornire l’assistenza necessaria.

L’obiettivo è la riduzione dei costi

All’apparenza semplice ma secondo dati citati sul sito della Commissione europea, l’outcome in termini di salute sarebbe rilevante: fino al 38% aumento dell’aderenza nel paziente; una diminuzione del numero di visite infermieristiche ai pazienti del 60%; riduzione degli eventi avversi a causa di sovramedicazione o sotto medicazione, fino al 75%; riduzione dell’attività di “reportistica” degli infermieri nei propri compiti giornalieri, liberando tempo fino a un 30% dei turni. Riduzione dei costi per l’utilizzo di cure non conformi. Basti pensare che il riferimento è, se si considera la sola compliance farmacologica, un costo medio per cittadino Ue over 65 di 1.750 all’anno per farmaci non conformi.

Oltre ai numeri duri e crudi la Ue punta molto sulle conseguenze “di sistema” dell’adottare in massa soluzioni di questo tipo: l’elevato numero di dati raccolti potrebbe aiutare diversi programmi, strategie e organizzazioni con lo scambio di “best practice” nell’affrontare il tema dell’assistenza agli anziani, con particolare attenzione alle terapie a lungo termine per le patologie croniche.