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Fabrizio Sala: “In Lombardia ricerca internazionale contro le varianti”

Primo giorno di J&J, l'assessore alla Ricerca della Lombardia fa il punto: "Lavoriamo a ricerca cura. Vaccino? Produzione italiana fra pochi mesi"

“Una tematica fondamentale sarà quella sanitaria” che “intercetterà la ricerca anche in campo Covid su almeno due fronti”. Quali? “La Lombardia si sta muovendo molto sulla ricerca della cura. Oggi non siamo vicini ma è importante perché basta ricordare che alcuni virus nella storia del mondo non sono stati sconfitti ma vengono curati rispetto a quanto accadeva in passato”. “Dall’altra parte la ricerca che viene effettuata a livello internazionale con i migliori centri di ricerca che collaborano fra loro nel mondo, inclusi quelli della Lombardia, con scambio di informazioni reciproche, consente di arrivare per esempio alla speranza di una terza dose del vaccino con copertura sicura delle varianti: è questo l’altro obiettivo che si prefiggono le case farmaceutiche e abbiamo sempre più aziende che si avvicinano a produrre vaccini in Italia. Credo che nei prossimi sei o dieci mesi potranno esserci altre produzioni italiane”. Così Fabrizio Sala, assessore per l’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione di Regione Lombardia, intervistato da Fabio Massa e Barbara Ciabò il 22 aprile a The True Show in onda su Telelombardia. Per Sala gli investimenti in campo sanitario andranno “divisi sul territorio” anche “grazie al Piano nazionale di resilienza e resistenza e le risorse che arriveranno dal governo nazionale”.

L’assessore lombardo fa il punto sulla situazione della campagna vaccinale e riaperture in regione: “Oggi è il primo giorno di Johnson&Johnson, con unica dose che non necessita del richiamo” ma i generale “ fermo restando le dosi che arrivano la campagna vaccinale sta andando bene e i centri massivi stanno operando a regime, non solo in Lombardia ma devo dire che in tutta Italia si sta procedendo con un ritmo sempre più veloce. Questo ci crea una base sempre più importante per contenere il contagio”. Cosa accadrà adesso? “I dati scenderanno sicuramente per due settimane come sempre avviene dopo le restrizioni perché questa è la storia di tutti i cicli, va detto che dal settore ricerca viene segnalato come rispetto alle altre volte i numeri stiano scendendo più lentamente e questo è un dato che il sistema sanitario, il Cts e tutti gli attori coinvolti tengono presente”.

Riaperture? “Questa è la fase in cui cominciare con la riapertura graduale per far sì che rimanga per diversi motivi nel tempo, per ora i dati scongiurano un altro picco pandemico” dice Fabrizio Sala ai microfoni di Telelombardia. Fra le riaperture più attese dai cittadini sicuramente quelle del sistema scolastico. “I prefetti hanno l’autorità per organizzare la riapertura delle scuole – spiega l’assessore di Regione Lombardia – che ora sono in presenza fino alla terza media al 100% mentre sulle superiori abbiamo in zona rossa una percentuale che varia dal 50 al 75%, e in zona gialla e arancione dal 70 al 100%”. Percentuali su cui le prefetture decidono in base a una serie di dati.

Primo fra tutti? “I trasporti”, dice Sala, “perché il trasporto pubblico è limitato al 50% per una questione di sovraffollamento e quindi è chiaro che in una realtà come Milano non è possibile fisicamente portare al raddoppio totale del trasporto pubblico”. Tuttavia “ci si può avvicinare gradualmente ed è quello che le prefetture assieme all’Ufficio scolastico regionale stanno organizzando”. Ma per l’assessore alla Ricerca di Regione Lombardia “c’è poi il tema dell’affollamento delle classi”. “Abbiamo una media che si aggira intorno sui venti alunni per classe ma, ripeto, è una media. Il prossimo anno scolastico deve avere per forza un’impostazione che viene portata avanti per tutta la durata così che i nostri ragazzi non soffrano né di mancanza di didattica né di socialità”. Tra le grandi novità in Lombardia l’arrivo dei test salivari a scuola. “Sono meglio degli scanner – chiude Sala – perché lo scanner trova solo i sintomatici mentre i test trovano i contagiati. Ieri abbiamo avuto l’autorizzazione del ministro e siamo stati i primi ad approvare una delibera che permette alle scuole richiedere all’Ats i test salivari che possono essere effettuati senza personale sanitario. Siamo attrezzati per avere una buona mappa di screening e partiranno tra circa una settimana-dieci giorni”.