Manovra, Meloni in soccorso alla sanità: in arrivo 2 miliardi. Ma non mancano le polemiche

Il Governo, nell'ultimo Ddl Bilancio, avrebbe destinato fondi pari 1,4 miliardi per il 2022 e 500 milioni per il 2023

Il pressing di Regioni e Ministero della Salute ha dato gli effetti sperati: per far fronte al caro bollette degli ospedali, il Governo, nell’ultimo Ddl Bilancio, avrebbe destinato fondi pari 1,4 miliardi per il 2022 e 500 milioni per il 2023. Nella serata di martedì 22 novembre, in conferenza stampa, Giorgia Meloni ha parlato di 2 miliardi per la sanità. Non sono specificate le destinazioni dello stanziamento ma tutto fa pensare si tratti del supporto agli ospedali.

Assessore Alessio D’Amato: “Risorse insufficienti e inadeguate”

Ma sono in molti a considerare esigue le risorse destinate. A partire dall’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato: “Le risorse che sembrerebbero essere destinate alla sanità sono assolutamente insufficienti ed inadeguate, ad oggi le Regioni hanno un buco di 3,8 miliardi di euro per i costi Covid e di circa 2 miliardi per l’aumento dei costi energetici.

E’ necessaria una vera e propria terapia d’urto che possa riportare il Servizio sanitario nazionale ai livelli di finanziamento europei. Credo sia utile riaprire la discussione sull’utilizzo dei fondi del MES, che corrispondono proprio alla esigenza di rafforzare strutturalmente il nostro sistema e prepararlo alle nuove sfide”.

Gelmini :”La nostra proposta è di potenziare con almeno 6 miliardi di euro il fondo sanitario nazionale”

Critica anche Mariastella Gelmini, presidente di Azione: “La distrazione con la quale Giorgia Meloni ha citato in conferenza stampa il tema della sanità mi pare significativa.

È clamoroso che, dopo oltre due anni di Covid, il tema salute sia stato liquidato in cinque secondi, fra le varie ed eventuali. Eppure questo tema è cruciale. La Nadef ha previsto una riduzione del fondo sanitario di 2,3 miliardi di euro nel 2023 e di ulteriori 3 miliardi di euro nel 2024. Se a questa considerazione aggiungiamo l’impatto dell’inflazione, del caro energia, dell’aumento dei costi delle materie prime, comprendiamo che – senza un adeguato rifinanziamento del fondo sanitario nazionale – saremmo di fronte ad un governo che taglia la sanità.

Per queste ragioni la nostra proposta è di potenziare con almeno 6 miliardi di euro il fondo sanitario nazionale. Ciò per coprire i maggiori costi energetici e quelli legati all’inflazione ma anche per riconoscere e premiare il merito in sanità. Perché la sanità pubblica ha bisogno di quantità ma anche di qualità”.