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Le azioni legate a hôtellerie e viaggi volano più alte del 2019

Nel momento in cui scriviamo, un’azione della Marriott International Inc., la più grande catena di hotel del mondo, vale 152 dollari. Il 14 febbraio 2020, pochi giorni prima che il mondo cominciasse a chiudere a causa del Covid-19, la stessa azione valeva 144,90 dollari. Quando alla Hilton Hotels Corporation, altra enorme catena di alberghi statunitense, una sua azione oggi sfonda i 124 dollari, contro i 113 della metà di febbraio 2020. Passando dall’hôtellerie alle compagnie di volo, il trend sembra essere simile: un’azione di Ryanair – leader nei voli low cost – oggi vale 15,52, esattamente il valore del febbraio 2020, prima del crollo. Insomma, che sta succedendo? 

La risposta è semplice: dopo un anno in cui viaggi e permanenze in albergo sono stati azzerati dalle restrizioni dovute dal Covid-19, le campagne vaccinali stanno facendo ben sperare gli operatori di settore. Anzi, a sperare sono soprattutto gli investitori, che hanno deciso di premiare questi titoli, scommettendo in una 2021-2022 da urlo (almeno per loro).

Un sentimento di speranza che si traduce in una nuova corsa all’oro, con tanto di guida ufficiale di Forbes ai trust legati al mondo del viaggio e del turismo su cui investire per rifarsi delle perdite di questi dodici mesi. Tra questi, ci sono DiamondRock Hospitality e Wyndham Hotels & Resorts.

Il mondo intero vuole tornare a viaggiare, e quello della finanza non è da meno, specie se nel frattempo può guadagnarci. La stessa tendenza è registrabile anche nel titolo di Booking.com, servizio online di prenotazione alberghiera, che a inizio febbraio aveva sfondato i 1990 dollari ad azione, per poi crollare. Nelle ultime settimane è sembrato resuscitare, superando – sempre nel momento in cui scriviamo – i 2280 dollari.

Chiunque abbia comprato le azioni di Booking lo scorso aprile, se le sarebbe accaparrate a 1177 dollari. E avrebbe ottenuto un profitto del 93.7%. Poi uno dice i Bitcoin.