Perché l’auto a guida autonoma si è schiantata

Perché è fallito il progetto di Argo, che era sostenuto da Ford e VW, e che ruolo ha avuto Amazon in tutto questo? Il retroscena

Da anni ormai attendiamo il momento in cui le auto a guida autonoma si faranno strada, ma pare che l’attesa sia decisamente più lunga ed incerta del previsto. Lo dimostra il caso di Argo AI, startup sostenuta da Ford e Volkswagen, che ha dovuto chiudere i battenti.

Il fallimento di Argo AI, auto a guida autonoma

Fondata da due esperti come Bryan Salesky, ex allievo del progetto di auto a guida autonoma di Google ora noto come Waymo, e Pete Rander, ex leader dell’unità di robo-taxi di Uber, Argo era molto apprezzata per le sue competenze tecniche e per i suoi importanti finanziatori. Ford ha investito 1 miliardo di dollari nel 2017 per far decollare l’azienda, seguita da VW con un investimento di 2,6 miliardi di dollari nel 2020.

Secondo Bloomberg, la scorsa primavera anche Amazon era pronta ad investire  diverse centinaia di milioni di dollari con lo scopo di utilizzare la tecnologia di guida autonoma sui furgoni elettrici per le consegne che sta acquistando da Rivian, creando una flotta di prova in diverse città degli Stati Uniti. Una collaborazione cominciata con un progetto pilota nel 2019 a Miami, dove una flotta di prova di Ford Fusion ibride equipaggiate con il sistema di guida autonoma di Argo ha eseguito percorsi prestabiliti da un magazzino Amazon alle destinazioni finali – prove generali della cosiddetta “consegna dell’ultimo miglio”.

Ford e Volkswagen erano desiderose di attirare un terzo partner per condividere gli elevati costi di sviluppo della tecnologia, tanto che Argo ha assunto apposta circa 150 persone, portando la sua forza lavoro globale a più di 2.000 unità. Il piano prevedeva che Amazon aumentasse costantemente i suoi investimenti nella società, man mano che la partnership raggiungeva importanti traguardi.

Argo AI, che cosa non ha funzionato

Ma qualcosa a un certo punto è andato storto. Come riporta ancora Bloomberg, i due colossi automobilistici hanno faticato ad individuare una struttura di governance per condividere il controllo della startup, temendo che Amazon – che ha la reputazione di dominare le partnership – potesse sottrarre talenti e risorse. D’altra parte anche Amazon è stata scoraggiata dal costo elevato della tecnologia di Argo. E così i colloqui hanno perso slancio prima della partenza decisiva: senza Amazon a bordo, però, la startup (che in passato era stata valutata più di 7 miliardi di dollari) non è stata in grado di attrarre altri investitori e di arrivare alla quotazione in borsa. 

Auto a guida autonoma: un progetto stop-and-go

Al di là dei singoli protagonisti, questa vicenda  sicuramente sottolinea la natura stop-and-go del progetto dell’autoguida autonoma. Lo scetticismo sulla fattibilità commerciale di questo tipo di veicoli è cresciuto, in un momento in cui le case automobilistiche mondiali stanno investendo miliardi per passare all’alimentazione a batteria e per soddisfare normative ambientali sempre più severe. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha poi destabilizzato ulteriormente un’economia globale alle prese con problemi di catena di approvvigionamento e con la peggiore inflazione degli ultimi decenni. Improvvisamente, spendere miliardi per una tecnologia ancora non provata a molti non è più sembrata più una buona scommessa. Oltre all’accordo saltato con Amazon, Ford ha deciso di non finanziare più Argo AI, mentre VW, che in un primo tempo sembrava intenzionata al salvataggio, ha deciso di investire 2,3 miliardi di dollari in una joint venture per la guida autonoma con la cinese Horizon Robotics.