Nouvelle cousine europea: i grilli son serviti. Cinque motivi per cui dovreste mangiarli

Il futuro è realtà. Da tempo si attendeva (si temeva) che questo momento arrivasse, ed ora ci siamo: sono sempre più numerosi gli insetti che vengono serviti sulle nostre tavole. Fresco fresco di questo inizio 2023 è l’Acheta domesticus, in parole povere il grillo domestico, o meglio la farina che si ricava da questo insetto, ben il terzo approvato per il consumo. Nel novembre 2021 era arrivato il via libera alla locusta migratoria, nel febbraio 2022 quello alla larva gialla della farina (Tenebrio molitor).

 

La domanda all’Ue

La richiesta di introdurre sul mercato Ue la polvere di grillo è stata avanzata il 24 luglio 2019 da parte della società Cricket One Co. Ltd alla Commissione europea e il 23 marzo 2022 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) si è pronunciata positivamente. L’ok definitivo è arrivato con il Regolamento di esecuzione Ue 2023/5 della Commissione del 3 gennaio 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria. Il regolamento entrerà in vigore  il 24 gennaio 2023: per cinque anni, a partire da questa data, solo la società Cricket One Co. Ltd è autorizzata ad immettere sul mercato dell’Unione il nuovo alimento, salvo nel caso in cui un richiedente successivo ottenga un’autorizzazione.

Farina di grillo: cos’è e come si produce

La farina di grillo è una polvere ricca di proteine ricavata dai grilli, che si distingue dalle vere farine ricavate dai cereali perché è composta principalmente da proteine piuttosto che da amidi e fibre alimentari. Contiene sostanze nutritive importanti, come i nove aminoacidi essenziali, calcio, ferro, potassio, vitamina B12, B2 e acidi grassi. Si ottiene da un processo piuttosto elaborato, che deve rispettare gli stessi standard di sicurezza  previsti nei Paesi occidentali per qualsiasi altro alimento. 

Dopo un periodo di digiuno di 24 ore degli insetti per consentire lo svuotamento intestinale, è prevista l’uccisione mediante congelamento, il lavaggio, il trattamento termico, l’essiccazione, l’estrazione dell’olio (estrusione meccanica) e la macinazione.

Per quali cibi verrà utilizzata

La polvere parzialmente sgrassata ottenuta da Acheta domesticus (grillo domestico), come stabilito dall’Ue, potrà essere utilizzata nel pane e nei panini multicereali, nei cracker e nei grissini, nelle barrette ai cereali, nelle premiscele secche per prodotti da forno, nei biscotti, nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse, nei prodotti trasformati a base di patate, nei piatti a base di leguminose e di verdure, nella pizza, nei prodotti a base di pasta, nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, nelle minestre e nelle minestre concentrate o in polvere, negli snack a base di farina di granturco, nelle bevande tipo birra, nei prodotti a base di cioccolato, nella frutta a guscio e nei semi oleosi, negli snack diversi dalle patatine e nei preparati a base di carne.

Le polemiche

L’annuncio dell’Unione Europea ha subito scatenato le polemiche su Twitter: il fronte di chi non accetta di buon grado la nouvelle cousine europea è ampio, non solo in Italia. Esprime parere contrario anche la Coldiretti, che ha diffuso un’indagine svolta con Ixe da cui emerge che la maggior parte degli italiani non vuole gli insetti a tavola: il 54% è proprio contrario, il 24% indifferente, il 16% favorevole, il 6% non risponde. “Al di là della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontanissimi dalla cultura nazionale, l’arrivo sulle tavole degli insetti – evidenzia la Coldiretti – solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità, considerato che la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come il Vietnam, la Thailandia o la Cina, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari”.

Senza contare la posizione del governo, paladino del made in Italy a tavola, esplicitamente contrario a queste innovazioni culinarie, dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio al ministro per l’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

I produttori, dal Vietnam all’Italia

Cricket One Co. Ltd – Feeding the future, che ha dato il via alla “rivoluzione dei grilli” in Ue, è  una società vietnamita, il cui slogan è “proteine classiche per un mondo moderno”. Si occupa di allevamento di grilli, che vengono trasformati in ingredienti di alta qualità e sostenibili per alimenti, tra cui sack, barette, prodotti da forno, pasta e noodle, sport drink e cibo per animali. “Qualunque sia il vostro obiettivo, ci impegniamo a lavorare con voi dalla fase iniziale dell’idea fino a un prodotto finito che entusiasmerà i vostri clienti”.

Sul loro sito si possono trovare grilli in tutte le… salse, pardon farine: dalla super fine alle diverse concentrazioni proteiche, oltre ai grilli interi essiccati e alla carne texturizzata. “Le proteine del grillo sono più efficienti dal punto di vista nutrizionale, performanti e complete. È una fonte affidabile e sostenibile di proteine alternative che non danneggiano il pianeta”.

Cricket One Co. Ltd

Non solo. E’ in attesa di risposa dall’Unione Europea anche l’Italian Cricket Farm, grande azienda di Scalenghe (Torino), che da anni produce farina di grillo, con 400.000 esemplari. “Ci sono 2000 specie di insetti commestibili nel mondo”, spiegano. “Ad oggi suscitano soprattutto un po’ di disgusto ed evocano (a torto!) mancanza di igiene nella maggior parte degli occidentali, ma la crisi alimentare arriva a dare una bella sveglia alle abitudini tradizionali. Sin dal 2013 la FAO ha sostenuto che l’allevamento ed il consumo d’insetti su grande scala potrà metter fine a tutta una serie di problemi ambientali. Con il continuo aumento della popolazione (più di 9 miliardi di persone da qui al 2050), inoltre, sarebbe bene iniziare a chiedersi come riuscire a nutrire tutti”.

5 motivi per mangiare la farina di grillo

Per gli scettici , infine, ecco 5 motivi per cui si dovrebbe mangiare la farina di grillo secondo Cricket Flours, azienda fondata nel 2013 da Charles B. Wilson per andare incontro alle esigenze di chi ha allergie alimentari.

1. Proteine – I grilli sono, grammo per grammo, uno dei più efficienti creatori di proteine del pianeta. In peso secco, un singolo grillo contiene tra il 65% e il 70% di proteine pure. La carne di manzo, invece, contiene tra il 17% e il 40% di proteine, mentre il resto è costituito principalmente da grassi. Inoltre, la proteina del grillo è una forma di proteina animale, ovvero “completa”: contiene tutti gli aminoacidi essenziali a catena ramificata (BCAA), di cui il corpo umano ha bisogno per lo sviluppo muscolare.

2. Vitamine e minerali – La farina di grilli ne è veramente ricca. Ancora una volta, su una base di grammo per grammo, la polvere di grilli può competere con alcuni dei nostri alimenti più salutari. Qualche esempio? Contiene 5,9 mg di ferro per 100 grammi, ovvero quasi il doppio di quello che si ottiene dagli spinaci (3,5 mg), e 24 mcg di vitamina B12 per 100 grammi, mentre il salmone ne contiene solo 2,8 mcg per 100 grammi.

3. Gusto – La maggior parte delle persone rimane molto sorpresa la prima volta che assaggia la farina di grilli: ha un sapore molto delicato, molti l’hanno descritta come leggermente nocciolata. Gli chef stellati hanno iniziato a usarla perché ha un sapore neutro, in grado di esaltare i piatti, aumentando al contempo i benefici nutrizionali.

4. Applicazioni – La farina di grilli, proprio grazie al suo sapore neutro, è destinata a essere inserita in molte ricette diverse. Mescolandola con la farina da forno, è possibile aumentare le proteine del pane o dei prodotti da forno. Mescolandola al condimento dell’insalata, può accrescerne le capacità nutrizionali. Nei frullati e negli smoothie dà più energia. L’elenco potrebbe continuare a lungo, ma il punto è che, a differenza delle polveri di siero di latte e di soia, per esempio, la farina di grilli ha applicazioni quasi illimitate.

5. Sostenibilità – A causa delle attuali pratiche di allevamento, gran parte delle nostre emissioni di gas serra (ammoniaca e metano) sono in gran parte dovute all’industria dell’allevamento. Sapete quanta acqua viene consumata per ottenere un chilo di proteine secche da una mucca? Tra i 1.700 e i 2.500 litri. Sapete quanta acqua occorre per ottenere un chilo di proteine dai grilli? 1 gallone. I grilli richiedono 1/10 dell’acqua e 1/6 del mangime per ottenere la stessa quantità di proteine di qualità del bestiame. Non si tratta rinunciare alla bistecca, ma solo di aumentare la normale dieta con una fonte proteica più sostenibile.