La vittoria di Signal e Telegram contro Zuckerberg

Ripensandoci, Whatsapp ha semplicemente sbagliato tempistica. La prima metà del gennaio 2021, infatti, non si è rivelato essere il momento ideale per annunciare il cambiamento della sua informativa per la privacy, proprio nei giorni in cui Trump veniva bannato da mezzo internet e il social network Parler veniva prima cancellato e poi pesantemente hackerato. In tutto questo, ecco che il servizio di proprietà di Facebook ha deciso di gridare urbe et orbi che dall’8 febbraio prossimo, i dati personali dei suoi utenti saranno condivisi con il gruppo (Facebook, insomma) per motivi pubblicitari.

Le chat, le foto, i video: tutto a Mark Zuckerberg. Apriti cielo.
 
A indicare una possibile via di scampo dalle grinfie del social network è stato Elon Musk, che il 7 gennaio ha inviato uno dei suoi tweet con cui ormai impone la sua agenda a mezzo mondo. Due sole parole: “Usate Signal”. Per Signal si intende l’app di messaggi istantanei fondata dal crittografo Moxie Marlinspike e il co-fondatore (pentito) di Whatsapp Brian Acton, con lo scopo di creare una chat veramente sicura e slegata dai giganti della Silicon Valley. L’effetto Musk non si è fatto attendere: Signal è diventata tra le app più scaricate, facendo salire il titolo dell’azienda a ritmi spaventosi (+11.708% in tre giorni) ma anche creando problemi tecnici alle sovraccaricate infrastrutture del servizio. Signal non è stata l’unica vincitrice della settimana: di tutto questo ha potuto gioire anche Telegram, che ha registrato 25 milioni di nuovi utenti e pubblicamente preso in giro il colosso Facebook-Whatsapp su Twitter. “Tutto il mondo sa che Facebook non costruisce app per le persone”, ha detto il CEO di Signal Marlinspike, “ma per i loro dati”. Così è stato: in milioni hanno deciso di scaricare un’alternativa a Whatsapp, una tendenza che probabilmente continuerà nei mesi futuri. Il 2021 non inizia benissimo per Zuck.