Google stima talmente tanto l’Italia che il posto di country manager lo lascia vacante da mesi

Chi sarà il prossimo country manager Italia di Google? Il colosso del tech non sembra affatto preoccupato di trovarne uno dopo l'addio di Vaccarono

A Google pare proprio che dell’Italia importi poco. O meglio: delle dinamiche istituzionali, peculiari del nostro Paese, può pure infischiarsene. Anche perché comunque il business va talmente bene da poter lasciare vacante il posto che fu di Fabio Vaccarono, ex vicepresidente Google, Ceo di Google Italy e membro del Board Emea di Google.

Vaccarono ha lasciato il ruolo di country manager Italia di Google sei mesi fa

Un incarico lasciato effettivamente il 30 novembre 2021 con l’uscita definitiva dal board, ma annunciato già il 24 settembre 2021, esattamente sei mesi fa, quando il manager di Ivrea veniva scelto da Cvc per assumere la guida di Multiversity-Università Telematica Pegaso come amministratore delegato.

Fabio è stato un leader straordinario per Google in Italia. Il suo contributo è stato fondamentale per la creazione di un team di successo e per la costruzione di solide relazioni all’interno del Paese”, annunciava Matt Brittin, President Business & Operations Google EMEA. “L’Italia è estremamente importante per Google, continueremo a investire in progetti per supportare la sua crescita digitale e nel nostro team locale”.

Il posto di country manager Italia di Google è ancora vacante

Oggi, 22 marzo 2022, quella che era la poltrona di Fabio Vaccarono negli uffici del colosso di Mountain View risulta ancora vuota, nonostante la girandola di nomi che si sono avvicendati come possibile successore. Il suo posto è occupato “ad interim” da Fuencisla Clemares, country manager Spagna e Portogallo di Google, in attesa – almeno così pareva – di un dirigente per la sede italiana.

Google Italy non ha ancora nominato un nuovo numero uno, forse perché il business procede talmente spedito che non c’è bisogno di un country manager per gestire l’ufficio di Milano e per intrattenere quelle relazioni politico-istituzionali che ogni azienda tiene a curare per il bene dei propri bilanci.

Gli affari vanno da sé, insomma, e BigG macina soldi lo stesso.

E così, almeno per il momento, niente da fare per i vari nomi che erano circolati, di donne soprattutto. Da Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia (ipotesi subito smentita dall’azienda fondata da Bill Gates) a Mariangela Marseglia, country manager di Amazon Italia e Spagna, da Melissa Ferretti Peretti, amministratore delegato American Express Italia e Head consumer business Germania e Austria, a Barbara Cominelli, ceo di JLL Italia.