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Apple vuole guardarvi le foto (nel nome della privacy)

Scansionare le foto di iCloud per combattere la pedopornografia. Buona idea, ma c'è chi teme per la privacy – e gli abusi di questo sistema.

Una svolta per la privacy degli utenti Apple. Ma anche una nuova e potente arma contro la diffusione della pedopornografia. Una novità che sta facendo molto discutere, ecco perché.

Apple ti guarda le foto (su iCloud)

La Mela ha presentato una nuova tecnologia che permetterà ai dispositivi di casa Apple di “scansionare” le immagini destinate ai server di iCloud, la nuvola dell’azienda. L’obiettivo? Scovare – e segnalare – immagini dal contenuto pedopornografico.

Una tecnica simile è in uso da tempo per il servizio Mail di Cupertino, ma anche da GMail e altri provider. Questo programma rappresenta però un passo importante, perché andrebbe a controllare i contenuti personali degli utenti, al di là della posta elettronica.

I dubbi e le critiche al progetto NeuralHash

La tecnologia, chiamata NeuralHash, è parte del piano di “Child Safety” di Apple, e sarebbe in grado di riconoscere determinati pattern sospetti nelle fotografie. Una rete neurale potente che in questo caso verrebbe usata per una giusta causa. Ma non mancano i dubbi. E i sospetti.

La voce più grossa (e autorevole) a dirsi contraria e sospettosa è la Electronic Frontier Foundation, una non profit che tutela i diritti digitali. Secondo la EFF, infatti, uno strumento come NeuralHash potrebbe diventare davvero pericoloso qualora venisse strumentalizzato dai regimi autoritari.

Tutte le voci “contro”

Anche l’esperto di crittografia e docente della John Hopkins University Matthew Green non si è detto tranquillo. Il professore ha riversato su Twitter i suoi dubbi, notando come “questi strumenti permettano ad Apple di scansionare le foto di iPhone alla ricerca di un hash specifico”.

Insomma, al di là della terminologia tecnica, l’occhio di Cupertino sarebbe sempre aperto e rivolto alle nostre foto. Tra tutte queste critiche non poteva mancare quella di Edward Snowden, il noto whistleblower del caso NSA, che ha detto la sua, sempre su Twitter, con un meme.

La campagna di Apple sulla privacy

Quello della privacy è diventato ormai uno dei cavalli di battaglia del gigante californiano. Ed è questo il piano su cui la Mela ha cercato di riportare la questione, presentando vari documenti (PDF: 1, 2, 3), in cui dimostra la ricerca imparziale di tre crittografi indipendenti. Uno dei quali assicura: “A mio giudizio questo sistema aumenterà significativamente le probabilità di scovare le persone che posseggono o si scambiano questo tipo di immagini.

Un altro ha lodato “la precisione del sistema”, assicurando le immagini che non destano sospetti non verranno “rivelate”. Su questo ci sono pochi dubbi, in effetti: la tecnologia sarà anche sofisticata, non diciamo di no. L’importante è che non cada nelle mani sbagliate.