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Amazon ha difficoltà a trovare lavoratori (e a tenerli)

Amazon non trova lavoratori. Le condizioni a cui sono sottoposti mettono in allarme tutti, sindacati e dirigenti.

Amazon, lavoratori, magazzini e condizioni di lavoro. Se ne parla tanto, per buone ragioni, ma a preoccuparsi non sono solo dipendenti e sindacalisti. Secondo quanto rivelato dal New York Times, infatti, anche i dirigenti di Amazon sarebbero consci del problema. Non solo: alcuni di loro sono preoccupati dalla velocità con cui il gigante “consuma” i suoi lavoratori. Al punto di rischiare di “finire” le persone da impiegare.

La pandemia, ovviamente, non ha aiutato, costringendo l’azienda ad assumere tanto in tutto il mondo. Proprio questa settimana, inoltre, si è svolto il Prime Day, iniziativa globale che mette sotto ulteriore stress le capacità di Amazon, spingendo ad assunzioni extra.

Amazon non trova lavoratori

Basta un numero per mettere in luce la portata del problema. 350 mila delle persone assunte da Amazon tra luglio e ottobre del 2020 sono rimaste in azienda “giorni o settimane”. Anche per questo, l’azienda è ricorsa a stratagemmi per agevolare le assunzioni. Lo scorso maggio Amazon ha cominciato a offrire bonus da mille dollari per i nuovi impiegati, un chiaro sintomo della difficoltà nella ricerca di nuovo personale.

Sono numeri che si riferiscono alla situazione negli Stati Uniti, certo, ma che potrebbero rappresentare un’anticipazione di quanto succederà da noi. Anche in Italia, del resto, le cose stanno cambiando. Normalmente, l’apertura di un grande hub dell’azienda viene presentato come un’occasione per l’occupazione nella zona.

Il caso italiano

La realtà è diversa, però, come dimostra il caso che si sta consumando in questi giorni a Roncade, vicino a Treviso. Qui, il tanto promesso centro logistico doveva portare alla creazione di circa 1400 posti di lavoro. L’euforia è durata poco: secondo un report pubblicato dalla stampa locale, questi nuovi posti sarebbero scesi a 424, di cui solo il 18% sarà a tempo determinato. Il 75,5% dei contratti attivati, infatti, verrà fatto attraverso agenzie di somministrazione. Anche in questo caso, sembra confermarsi il trend di cui sopra.

Le posizioni qualificate, in questi casi, sono la minoranza. Mansioni semplici da imparare ma molto faticose, dai turni sfiancanti, che generano un turnover a ritmo forsennato. Il quale non fa bene di certo ai lavoratori ma, a quanto pare, potrebbe non fare nemmeno troppo bene ad Amazon stessa. O così, a quanto pare, sostengono alcuni dei suoi executive. E se lo dicono loro…

(Foto: Amazon)