Home Future A Milano Bovisa l’ex gasometro rinasce e diventa Innovation Hub

A Milano Bovisa l’ex gasometro rinasce e diventa Innovation Hub

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Passato, presente e futuro si uniscono a Milano Bovisa nel nuovo progetto “Gasometro 2 – Innovation Hub”: uno dei due ex gasometri, presenze iconiche e memorie storiche del passato industriale, sarà recuperato e trasformato in un complesso di spazi, che accoglieranno laboratori di ricerca avanzata, alcuni dei quali dotati di “Cleanroom”, sale studio, aule per il coworking, sale riunioni e altri ambienti legati alle attività del Politecnico di Milano, oltre ai servizi tecnologici per il funzionamento dell’edificio e dei laboratori. 

Milano Bovisa, l’ex gasometro recuperato e trasformato: il progetto

Il progetto rientra nel più generale piano di riqualificazione dell’area, comunemente identificata come “la Goccia”, compresa tra le stazioni ferroviarie di Milano Bovisa e Milano Villapizzone. La rigenerazione del “Parco dei Gasometri” prevede la trasformazione funzionale degli spazi a servizio del Politecnico di Milano e della cittadinanza, con un ampliamento del campus universitario e la creazione di nuovi spazi per le funzioni istituzionali di ateneo, come il Giardino delle Arti e delle Scienze  il Laboratorio per l’Energia, oltre a numerose aree verdi e attrezzate per lo svago e lo sport.

Fontana (Regione Lombardia): “20 milioni di euro per riqualificare l’area e salvare una pagina di storia”

“L’ampio intervento di riqualificazione del quartiere Bovisa deriva da una serie di confronti avuti nei mesi scorsi con il Politecnico ed il Comune di Milano, per il quale Regione Lombardia interviene con un cofinanziamento da 20 milioni di euro”, ha  spiegato il presidente Attilio Fontana alla conferenza stampa di presentazione dell’Accordi di Programma, a cui hanno partecipato anche l’assessore regionale allo Sviluppo della Città metropolitana, Stefano Bolognini, l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana, Gianfranco Tancredi, e il rettore del Politecnico, Ferruccio Resta. “La zona interessata fra le stazioni ferroviarie di Milano Bovisa e Milano Villapizzone, oggi caratterizzata da un ‘vuoto urbano’ – ha aggiunto il presidente – è carica di storia in forza del passato industriale di cui resta memoria in alcuni significativi manufatti di archeologia industriale di inizio Novecento, quali ad esempio proprio i gasometri”.

L’intervento, che interesserà una superficie totale di circa 20mila mq per un importo complessivo di 50 milioni di euro, è compreso nel “Programma degli interventi per la ripresa economica” di cui alla Legge regionale 4 maggio 2020, n. 9 (Piano Lombardia)

Bolognini (Regione Lombardia): “Lavori conclusi entro il 2025”

“Mi piace evidenziare la collaborazione istituzione che, grazie all’unità di intenti di questi tre soggetti permette di raggiungere un risultato di straordinaria importanza non solo per Milano e la Lombardia, ma per l’intero Paese. Regione Lombardia, oltre a garantire notevoli risorse economiche, ha il merito di essere riuscita a far sintesi per realizzare un progetto eccezionale per l”Università, per le imprese e per la città”.

L’obiettivo è concentrare insediamenti esistenti, oggi dislocati all’interno di differenti edifici, all’interno di un unico edificio, in maniera di ottimizzare al meglio le risorse economiche ed organizzare proficuamente sinergie derivanti dalla stretta vicinanza di laboratori, spazi didattici ed uffici. “Poiché l’intervento è conforme alla strumentazione urbanistica si è condiviso di ipotizzare la sottoscrizione dell’accordo entro il prossimo mese di ottobre e poter quindi garantire la prima erogazione entro fine anno. I lavori potranno quindi essere avviati entro il 2022 ed essere conclusi nel 2025”.

Tancredi (Comune Milano): “Università fondamentali per la rigenerazione urbana”

“Voglio sottolineare la prospettiva di concretezza per il lavoro fatto e ringraziare Regione Lombardia per le risorse importanti messe a disposizione”, ha detto Tancredi. “Le università hanno un ruolo fondamentale nella rigenerazione urbana di Milano e quello che stiamo vivendo è un processo di rinnovamento in tutta la città che non ha precedenti e, in questo quadro, il Politecnico ha un ruolo centrale perché il nuovo grande campus area Bovisa – Goccia ospiterà anche un parco pubblico aperto a tutti di dimensioni rilevanti. La nostra città conta 220.000 studenti iscritti alle università, una popolazione pari a quella di una vera e propria città nella città”.

Resta (Politecnico): “In università formazione e ricerca, ma anche spazi e servizi”

“Non è più sufficiente essere un’università di qualità ma bisogna essere inseriti in una trasformazione dell’ateneo per attrarre studiosi, ricercatori e soprattutto studenti da tutto il mondo e contribuire a trattenere qui il capitale umano. Tutte le università hanno capito che, oltre a programmi di formazione e di ricerca di elevato livello, servono spazi e servizi”, ha evidenziato il rettore Resta. “I gasometri della Bovisa devono diventare la fabbrica delle idee, della conoscenza e dell’innovazione. Vogliamo accogliere studenti, startup e imprese provenienti dall’Italia e da tutto il mondo”. “Nei primi piani del nuovo edificio ci saranno le ‘camere bianche’ di St Microelectronics in cui saranno costruiti micro-sensori. Ci saranno altre grandi imprese che vogliono essere parte di questa avventura e qui in Bovisa sarà trasferito anche il nostro Poli-hub – ha concluso -. Regione Lombardia – ha concluso – ha accettato di condividere il nostro sogno”.

Ex gasometro di Milano Bovisa: i dettagli

L’obiettivo fondamentale è quello di concentrare gli insediamenti esistenti, oggi dislocati all’interno di differenti campus del Politecnico, all’interno di un unico edificio, per ottimizzare al meglio le risorse economiche ed organizzare proficuamente le sinergie derivanti dalla stretta vicinanza di laboratori, spazi didattici ed uffici.  Dal punto di vista architettonico, e nel rispetto del vincolo della Soprintendenza sulle strutture esistenti degli ex gasometri, verrà realizzato un “edificio nell’edificio”, prevedendo pertanto il recupero conservativo delle strutture reticolari metalliche, di cui sarà conservata intatta, oltre che la struttura, anche l’immagine iconica.  

Il nuovo edificio sarà caratterizzato da quattro settori circolari, volumetricamente e matericamente definiti, con destinazione strutturale e funzionale: verranno dedicati agli elementi di risalita verticale (scale ed ascensori) e agli spazi di servizio, liberando così la restante parte del piano per utilizzi flessibili e facilmente personalizzabili. Lo spazio circolare centrale assumerà destinazioni funzionali molteplici all’interno dei diversi piani dell’edificio, connotandosi sempre come spazio di relazione e d’incontro.