Zingaretti, dimissioni vicine? Cosa succede al Pd e alla Regione Lazio

Zingaretti è finito al centro di polemiche e voci rispetto a sue possibili e vicine dimissioni da Presidente della Regione Lazio.

Zingaretti sarebbe pronto a dimettersi secondo quanto riferito da molti vicino ai salotti della politica della Regione Lazio e del Pd. Le voci si rincorrono  così come i nomi ma anche le dichiarazioni ufficiale di alcuni esponenti della politica.

Zingaretti, dimissioni vicine?

Polemiche nel Pd rispetto a possibili dimissioni dell’attuale governatore della Regione Lazio Luca Zingaretti. Le voci si sono susseguite soprattutto dopo la decisione dei vertici del Nazareno e del Pd Lazio di trovare un candidato civico per la presidenza del Lazio.

Tuttavia, Zingaretti ha cercato di gettare acqua su fuoco e l’ha fatto in un post su Facebook: “Rispetto ad alcune gratuite illazioni espresse ieri da alcuni dirigenti del Pd del Lazio, voglio ribadire che ovviamente io non ho mai espresso critiche o attacchi ad Alessio D’Amato. Sono dieci anni che l’ho scelto come uno dei miei più stretti collaboratori e poi assessore anche contro le opinioni di tanti poveri ipocriti che oggi lo utilizzano.

Sono anni che lavoriamo gomito a gomito sulla sanità. Il mio unico obiettivo da sempre è costruire una coalizione la più ampia possibile e vincere”.

Zingaretti aggiunge: “Questo si ottiene con il confronto plurale e solidale non con i dicktat o le imposizioni per scegliere in piena libertà e autonomia la candidatura che insieme si riterrà più competitiva. L’unità è il sentimento prevalente di tutto l’elettorato del centrosinistra ma l’unità va costruita, non imposta.

Vorrei dunque consigliare ad alcuni professionisti della sconfitta di tacere perché fanno solo danni, producono divisioni e poi sconfitte e poi copiose analisi sul perché abbiamo perso. Ora è il tempo delle scelte. Bisogna farle con spirito unitario e nelle forme più utili a costruire le condizioni per la vittoria cosi come è stato in questi ultimi 15 anni”.

Cosa succede al Pd e alla Regione Lazio

«D’Amato è in corsa per la presidenza della Regione ormai da giugno scorso ma il governatore del Lazio fa finta di non saperlo insinuando che sia un nome inventato da Calenda.

Tutto ciòha dichiarato il coordinatore Mario Mei – non è solo umiliante per D’Amato ma anche per lo stesso Zingaretti che dimentica l’importantissimo ruolo affidato a D’Amato ed il fatto che si tratti dell’uomo migliore e più noto della sua Giunta».

Nel Pd della Regione Lazio ci sono divisioni e dissensi come emergono in una nota congiunta dei dirigenti di Base Riformista: «Ci chiediamo che senso abbia avuto sciogliere DS e Margherita per costruire un Partito ridottosi oggi alla subalternità nei confronti di Conte e del M5S.

È inspiegabile l’atteggiamento di un Presidente che non rivendica il lavoro della propria Giunta così come è incomprensibile il tentativo neppure tanto velato di chi attraverso complicate alchimie politiche tenta di indebolire il lavoro del Sindaco Gualtieri con singolari ambiguità sulla scelta della realizzazione del termovalorizzatore a Roma. A questo punto riteniamo urgente un intervento del Partito nazionale sulle questioni regionali visto che al voto andranno le due che occupano posti assai rilevanti nel panorama politico, economico e sociale del Paese».

Infine, Matteo Renzi ha dichiarato: «Per quello che mi riguarda trovo particolarmente interessante che ci sia una candidatura proveniente dal centrodestra in Lombardia (Letizia Moratti ndr) e una proveniente dal centrosinistra nel Lazio (Alessio D’Amato ndr). Due candidature che danno il senso di un’operazione riformista».

 

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