Venerdì Santo: significato, tradizioni, cosa mangiare e cosa no

Venerdì Santo è il secondo giorno del Triduo Pasquale, accompagnato da riti religiosi, usanze e tradizioni popolari.

Venerdì Santo: è il secondo giorno del Triduo Pasquale ed è caratterizzato dal silenzio, digiuno, preghiera personale e processioni della Via Crucis.

Venerdì Santo: significato

Il Venerdì Santo è il giorno in cui si celebra la crocifissione e morte di Gesù. È il secondo giorno del Triduo Pasquale. In questo giorno non si celebra l’Eucaristia. La Chiesa celebra solamente l’Azione liturgica della Passione del Signore, composta dalla Liturgia della Parola, dall’Adorazione della croce e dai Riti di Comunione.

Le campane non vengono suonate in questa giornata. Secondo il rito romano le campane suonano per l’ultima volta la sera del Giovedì santo, al canto del Gloria della messa vespertina, per poi tornare a suonare a festa durante la Veglia pasquale. Inoltre, è prevista nel pomeriggio la Via Crucis, la via della Croce o via dolorosa che ricorda il percorso di Cristo con la croce verso il Golgota.

Venerdì Santo: tradizioni

Diverse sono le tradizioni che caratterizzano il Venerdì Santo. In modo particolare in alcune località del Sud Italia dove sfilano in processione i “Flagellati”, incappucciati e armati di flagelli di varia foggia, con cui si battono il petto in segno di penitenza.

A Vercelli, il Venerdì Santo ha luogo la “Processione serale delle Macchine” che riguarda la rappresentazione dei momenti di vita di Gesù si fa con le “Macchine”. Si tratta di grandi gruppi lignei, statue del 1600, montate su cassoni di grandi dimensioni, che rappresentano le varie fasi della Passione, quadri ed episodi del Calvario di Gesù Cristo.

In alcune zone della Liguria le processioni del Venerdì Santo sono caratterizzate dal fatto che il Crocefisso è rivolto verso la coda del corteo. E’ una antica usanza che si rifà al tempo delle battaglie navali contro i Turchi, durante le quali i crocifissi che adornavano le prore delle navi venivano rivoltati affinché gli infedeli, e cioè i Turchi, non potessero vedere il volto del Cristo.

A Porto Recanati, nella provincia di Macerata, viene portata in processione l’enorme Bara del Cristo, alta ben cinque metri, viene portata da dodici pescatori scalzi, che sono chiamati “Sciabolati”, insieme ad altre statue sul tema della Passione, seguite per le vie del centro cittadino dalle confraternite nei loro costumi tradizionali.

A Sulmona, antica città famosa per la produzione di confetti, nella provincia dell’Aquila, il suono della marcia funebre di Chopin apre le celebrazioni del Venerdì Santo, risuonando tra le navate della Chiesa della Santissima Trinità. Un centinaio di giovani, vestiti di raso rosso, accompagnano poi in processione “il Tronco”, una croce alta ben quattro metri e decorata in argento, per unirsi in piazza Plebiscito con un secondo corteo che si riconosce dalla mantella verde indossata dai partecipanti.

A Faibano, nella provincia di Campobasso, la Messa del Venerdì Santo, viene celebrata nella piazza al suono della banda musicale. Alla fine della funzione religiosa è tutto un susseguirsi di spari dei mortaretti, mentre uomini e donne, a piedi nudi e vestiti di bianco, si inerpicano lungo la ripida salita che porta al Santuario dell’Arco, che fa da scenografia ad una Passione dalle tinte apocalittiche.

In Calabria ecco i “Battienti”: sono membri della Compagnia dei Flagellanti di Nocera Terinese, un piccolo comune di 4.700 abitanti posto a 240 metri di altitudine nella provincia di Catanzaro.

I “Battienti” si torturano pubblicamente colpendosi le gambe con uno strumento chiamato il “Cardo”, è un sughero che porta infissi tredici frammenti di vetro. Come se non bastasse si versano sulle ferite una mistura composta da vino e aceto che disinfetta ma ritarda la rimarginazione delle ferite.

Cosa mangiare e cosa no

La certezza è che non si mangia carne, pochi rispettano il digiuno completo, molti scelgono piatti di pesce.  Allora in Sicilia non mancherà la pasta con le sarde, in Veneto lo stesso pesce sarà fatto in saor con cipolla, mentre nelle Marche a tavola arriveranno vongole e ceci.

Dalla Puglia arriva un altro piatto a base di pesce per il venerdì santo: fagioli e cozze. Ma di ricette messe a disposizione dalla tradizione culinaria italiana per questa giornata ce ne sono tante: dalle zuppe di pesce, alle alici scottadito, dalle seppie con i piselli alle uova soda con il tonno.

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