Valerio Scanu: “Ho avuto un tumore nel 2020”

Il cantante Valerio Scanu ha rivelato di aver avuto un tumore al polmone nel 2020. Ecco cosa ha detto sull'argomento

Il cantante Valerio Scanu ha rivelato di aver avuto un tumore nel 2020. Ospite del programma di Serena Bortone Oggi è un altro giorno, il cantante e neolaureato in giurisprudenza si è aperto a confidenze importanti.

Valerio Scanu: “Ho avuto un tumore nel 2020”

Valerio Scanu, nel corso dell’intervista con Serena Bortone del 16 novembre 2022, ha svelato di aver affrontato un tumore nel 2020 in solitudine: “Ho avuto un piccolo problema, un tumore al polmone, mi sono operato ma è tutto risolto.

 – racconta – Ho avuto un problema al polmone e me ne hanno asportato metà. In quel periodo ero solo, avevo schermato la mia famiglia, volevo fare un po’ l’eroe…” ha fatto sapere. “Con i medici lo abbiamo sempre chiamato il tumoretto – ha poi aggiunto – era una roba di neanche 2 centimetri, ma non si poteva fare l’esame con l’ago istologico perché era molto centrale. L’esame estemporaneo istologico accertò che si trattava di adenocarcinoma, quindi un tumore maligno, mi hanno tolto tutti i linfonodi, ma non c’è stato bisogno di terapia”.

“Il tumore? Ho mentito a mio padre…”

Il cantante, sempre relativamente a questo discorso, ha rimarcato di aver anche mentito a suo papà per evitare di farlo preoccupare. “A mio padre dissi che era una cicatrice, nella videochiamate mi toglievo l’ossigeno per non farlo preoccupare. E per non farlo venire in ospedale mi sono inventato un’ordinanza del Comune di Roma, e che se fosse venuto senza permesso durante le restrizioni per il covid lo avrebbero arrestato

.L’unico cruccio che ho è che mio padre poi è morto di covid, anche questa una malattia che ha compromesso i suoi polmoni: nutro un senso di colpa perché ho pensato che si fosse caricato sulle sue spalle la mia malattia. Dopo la sua morte mi sono riempito di impegni, lavoro, studio, tutto pur di dimenticare ma la cosa va rielaborata: sto facendo un percorso da uno psicoterapeuta, ho capito che avevo fatto un lavoro di diciassociazione, a volte pensavo che non fosse mai esistito”.”.