Vaiolo delle scimmie, vaccino distribuito alle Regioni: a chi le prime somministrazioni

Vaiolo delle scimmie, vaccino: le dosi sono state acquistate e il Ministero della Salute ha dato indicazioni sulla somministrazione.

Vaiolo delle scimmie, vaccino pronto a partire: come da programma il Ministero ha dato indicazioni per la somministrazioni delle dosi già acquistate ma soprattutto chiarendo le categorie che ne avranno accesso.

Vaiolo delle scimmie, vaccino distribuito alle Regione

Le dosi del vaccino contro il vaiolo delle scimmie sono state acquistate dall’Unione Europea, come per il Covid. Al nostro Paese ne spettano 16mila: 5.200 sono già arrivate, le altre sono attese per fine agosto.

Il vaccino è Imvanex ed una circolare del Ministero della Salute chiarisce che “al momento, la modalità di contagio e la velocità di diffusione, così come l’efficacia delle misure non farmacologiche fanno escludere la necessità di una campagna vaccinale di massa” si legge.

A chi le prime somministrazioni

Il Ministero della Salute chiarisce in una circolare ufficiale le prime categorie che avranno accesso alle somministrazioni del vaccino. “Tenuto conto dell’attuale scenario epidemico e della limitata disponibilità di dosi – prosegue la circolare del Ministero – le prime categorie alto rischio a cui verrà offerta inizialmente la vaccinazione, come profilassi pre-esposizione, sono individuate tra: personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus; persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (Msm), che rientrano nei seguenti criteri di rischio: storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; partecipazione a eventi di sesso di gruppo; partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune; recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex)“.

“Tali soggetti a più alto rischio – prosegue la circolare – potrebbero essere identificati tra coloro che afferiscono agli ambulatori PrEP-HIV dei centri di malattie infettive e dei Check Point, ai centri HIV e ai centri per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili, utilizzando anche indicatori di comportamento ad alto rischio simili a quelli utilizzati per valutare l’idoneità alla profilassi pre-esposizione all’HIV, ma applicati indipendentemente dalla presenza o meno di infezione da HIV”.

“Si ritiene importante il coinvolgimento delle associazioni LGBTQIA+ e quelle per la lotta all’HIV, in particolare per favorire una corretta informazione sulla campagna vaccinale. La strategia di offerta vaccinale a favore di ulteriori gruppi target potrà essere aggiornata sulla base dell’andamento epidemiologico e della disponibilità di dosi”.