Ucraina, Manhush altro orrore: cos’è successo

Ucraina, Manhush: altro orrore e scoperta tragica nella città di Mariupol. Secondo il sindaco, sono state ritrovate fosse comuni.

Ucraina, Manhush: altro orrore e tragedia nella città di Mariupol. Sono state ritrovate, secondo le dichiarazioni del sindaco, altre fosse comuni nella cittadina ormai diventata quasi ossessione per Putin.

Ucraina, Manhush altro orrore: cos’è successo

Secondo l’amministrazione locale di Mariupol sostiene che fino a 9mila residenti della città portuale potrebbero essere sepolti in una fossa comune di Manhush, cittadina che si trova a 20 chilometri a ovest del centro sul Mar Nero.

A rivelare l’entità dell’ecatombe ucraina sarebbero le immagini satellitari della fossa comune pubblicate da Maxar. Il sito si trova adiacente a un cimitero già esistente nel villaggio. I russi avrebbero trasportati i morti in loco con dei camion, scavando la fossa per cercare di nascondere l’eccidio.

Il sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, ha parlato di Manhush come di una “prova diretta dei crimini di guerra e dei loro tentativi di nasconderli”, riferito ovviamente alle truppe di Putin.

“Nella zona della tangenziale, i russi hanno creato diverse fosse comuni, lunghe fino a 30 metri ciascuna, e stanno trasportando i corpi dei morti su camion. Li hanno semplicemente gettati su un terrapieno”, ha aggiunto. E il sindaco sesso ha raccontato come i i russi starebbero rastrellando i funzionari comunali e gli operai rimasti. “Sono stati trasferiti in qualche posto, crediamo dietro le sbarre; e lì vengono interrogati, torturati”.

Mariupol, perché è così importante per Putin

Ultimatum per la città ucraina di Mariupol. Il generale russo Mikhail Mizintsev ha detto che tutte le unità armate ucraine nella città devono lasciare Mariupol dalle 9 alle 11:00 ora locale di lunedì 21 marzo: “La Russia aspetta da Kiev una risposta alle misure proposte sull’evacuazione dei civili da Mariupol entro le 5.00 ora di Mosca (le 3.00 ora italiana) di domani”, ha aggiunto Mikhail Mizintsev, citato dalla Tass.

“Chiediamo alle autorità di Kiev di tornare in sé e fare marcia indietro rispetto alle istruzioni precedenti che obbligano i combattenti a sacrificarsi e diventare “i martiri di Mariupol” – ha proseguito – Inoltre, insistiamo con la richiesta di una risposta scritta ufficiale da parte ucraina entro le 5:00 per salvare i residenti di Mariupol e le infrastrutture della città“.

La città ucraina è una particolare ossessione per lo zar di Russia.

Putin cerca da anni di conquistare la città Mariupol senza però riuscirci. La città ucraina per il presidente russo rappresenterebbe l’ultimo ostacolo al ricongiungimento via terra della Crimea annessa dalla Russia nel 2014 ai territori occupati del Donbass. Se Putin riuscisse a prendere Mariupol, tutta la costa sarebbe in mano russa, con il totale controllo del Mar d’Azov.

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