Terza guerra mondiale: quanto è reale il rischio?

Terza guerra mondiale: rischio è molto alto se qualche super potenza in particolare dovesse decidere di scendere in campo.

Terza guerra mondiale: rischio è molto alto. Per ora si parla solo di sanzioni economiche ma se la Russia non dovesse arretrare e visti i pubblici intenti dell’Ucraina di volere entrare a far parte della  NATO, una guerra totale sarebbe inevitabile. Con l’entrata in guerra poi anche degli USA ecco che si inizierebbe a parlare di terza guerra mondiale. Non saranno come quelle studiate sui libri di storia, le armi a disposizioni ormai sono altre e ancora più pericolose.

Terza guerra mondiale: il rischio quanto è reale?

Le prossime ore di riunioni e confronti saranno decisive rispetto all’avanzata Russia in Ucraina. Il rischio di un conflitto mondiale è molto alto. Per ora i leader politici hanno parlato di sanzioni economiche ma se Putin non arretra, qualcuno dovrà intervenire per aiutare l’Ucraina che da sola non potrà resistere. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha fatto sapere sui social di aver introdotto la legge marziale“Cari cittadini ucraini, oggi il presidente Putin ha annunciato l’avvio di un’operazione militare speciale nel Donbass.

La Russia ha compiuto attacchi contro le nostre infrastrutture militari”, ha detto Zelensky sul suo profilo Facebook, aggiungendo che – riporta l’agenzia Unian – “impone la legge marziale”.

L’alleanza Ue e Usa emerge dal colloquio telefonico tra l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, e il segretario di Stato Usa Anthony Blinken: «Abbiamo parlato dell’aggressione e delle azioni illegali della Russia contro l’Ucraina. Siamo preparati a rispondere a potenziali nuovi passi con sanzioni ancora più severe», fa sapere il diplomatico europeo, «Usa e Ue sono unite più che mai».

La Presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, annunciando per giovedì 24 febbraio la convocazione straordinaria del Consiglio Europeo sulla crisi nel Donbass, spiegando che «La Russia ha strumentalizzato l’energia nei mesi e negli anni scorsi e noi siamo davvero determinati a non essere più dipendenti dal gas russo».

Anche il premier italiano Mario Draghi è intervenuto sottolineando che «Non possono esserci nuovi incontri bilaterali con i russi finché non ci sarà un allentamento della tensione».

Di Maio ha dichiarato che vi sia comunque un rischio concreto di un’operazione militare a Mosca: «In conferenza stampa Putin ha affermato di riconoscere le pretese di Donetsk e Lugansk sul territorio di tutto il Donbass – ha concluso in Aula -, ben oltre la componente russofona presente nella regione e quindi includendo zone attualmente sotto il controllo delle forze armate ucraine, chiedendo per giunta il riconoscimento dell’annessione illegale della Crimea. Questo duplice sviluppo rischia di aprire la strada a un’operazione militare su larga scala della Russia in Ucraina».

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