Strage di Bologna, cos’è successo il 2 agosto 1980? Cosa dice l’ultima sentenza sull’attentato?

Strage di Bologna del 2 agosto del 1980: una delle più terribili tragedia della storia italiane che ha spezzato la vita a tante famiglie.

Strage di Bologna: il 2 agosto del 1980 si è consumata una delle più grandi tragedie della storia italiana. Un attentato terroristico che ha spezzato vite e sogni di tante famiglie italiane. Il dettaglio che rattrista si trova nei 42 anni che ci sono voluti per fare giustizia.

Strage di Bologna, cos’è successo il 2 agosto 1980?

Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.

Lo scoppio provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L’esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. Fu una vera e propria strage con 85 morti e 200 feriti.

“Questa città e questa regione non dimenticano. E martedì saremo in piazza per onorare la memoria delle 85 vittime e ricordare gli oltre 200 feriti di una strage tra le più efferate della storia repubblicana.

Stringendoci ai familiari nella condivisione di un dolore che il passare degli anni non attenua. Un ricordo che vuole anche essere testimonianza di un impegno a difesa di quei valori di democrazia, giustizia e legalità che proprio quella strage puntava a sovvertire. Oggi più che mai, dopo una sentenza che pochi mesi fa ha fatto luce sul contesto eversivo in cui è maturata e sui mandanti, mettendo nero su bianco ruoli, responsabilità, depistaggi, connivenze”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini ha parlato, in vista delle commemorazioni del 42/o anniversario della strage.

Cosa dice l’ultima sentenza sull’attentato?

Solo dopo 42 anni si è avuta l’ultima sentenza sui fatti di Bologna del 1980. Nell’ aprile 2022, la Corte d’assise ha deciso con ultima sentenza su mandanti ed esecutori. La verità giudiziaria ha individuato il gruppo neofascista che mise l’esplosivo: Paolo Bellini, Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini (quest’ultimo per concorso in strage).

E ha individuato i mandanti, tutti deceduti e quindi non imputabili: Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi.

 

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