Smart working, approvata la proroga: fino a quando e per chi è valida

Smart working, ecco la proroga della normativa: fino a quando sarà valida e per chi. Quali sono le categorie incluse nel decreto Aiuti-Bis?

Approvata la proroga delle norme sullo smart working: fino a quando e per chi? Con la conversione in legge del Decreto Aiuti-Bis, ci sono novità sulla normativa riguardante il lavoro agile.

Smart working, ecco la proroga: fino a quando e per chi

Come anticipato dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando, la conversione in legge del Decreto Aiuti-Bis porta importanti novità sulle normative sullo smart working. Le misure sul lavoro agile erano scadute lo scorso 31 luglio, ma con la proroga inclusa nel decreto saranno valide fino al 31 dicembre 2022.

Tali norme riguarderanno solo i lavoratori fragili e i genitori con figli di età inferiore ai 14 anni. Valgono le stesse condizioni della normativa in vigore fino allo scorso luglio. La modalità di smart working deve essere compatibile con le caratteristiche della prestazione. Inoltre, per quanto riguarda i genitori di figli under 14, il nucleo familiare non deve includere un genitore che non lavora o usufruisce di ammortizzatori sociali. Le risorse per sostenere la proroga, da un costo stimato di circa 18.6 milioni di euro, verranno tratte dal Fondo sociale per l’occupazione.

L’annuncio su Twitter di Orlando: “Promessa mantenuta”

Il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha annunciato il passaggio della proroga sul suo profilo Twitter. Il politico 53enne ha commentato così la notizia: “In diverse occasioni, negli scorsi mesi, avevo proposto la proroga e mi ero impegnato affinché fosse approvata. Promessa mantenuta“.

“Rappresenta un intervento fondamentale per tutelare le persone più fragili e i genitori con figli piccoli” -spiega il Ministro- “Per continuare a garantire migliore conciliazione del tempo vita-lavoro grazie alla modalità agile. Grazie agli uffici del ministero del Lavoro e al Pd per questo importante risultato. Questo obiettivo è stato realizzato anche grazie a risorse del ministero del Lavoro”.