Settimana corta a scuola, parla Bianchi: “Non per il risparmio energetico”

Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi parla di settimana corta a scuola: "Non per il risparmio energetico, basta sacrifici a scuola".

Settimana corta a scuola, parla il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi“Non per il risparmio energetico, ma come piano didattico”. Il politico non intende sacrificare la scuola per contrastare il caro energia: “Fa già la sua parte, non deve essere la prima a pagare”.

Settimana corta a suola, le parole di Bianchi: “Come piano didattico, non per il risparmio energetico”

In un’intervista a Sky TG24, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha parlato della possibilità di istituire la settimana corta a scuola per ridurre il consumo energetico.

Il politico smentisce le voci secondo le quali il Governo stia valutando questa possibilità: “Non abbiamo mai parlato di settimana corta nel Consiglio dei Ministri”.

Bianchi apre alla sua implementazione, ma non al solo scopo di risparmiare energia, sacrificando l’istruzione dei giovani: Si può fare come piano didattico, nell’autonomia delle scuole, non come misura di risparmio energetico. Sono favorevole a ogni situazione che permetta alla scuola, alle famiglie di ritrovarsi.

Sono contrario a dire che poiché c’è un’emergenza, la scuola deve essere la prima a pagare“. Secondo il Ministro le istituzioni scolastiche non dovrebbero essere bersagliate da tagli: “Le scuole hanno sempre fatto la loro parte, con Comuni e Province. Non ci tireremo indietro, ma non si può partire dalla scuola. E’ l’intero Paese che deve cambiare direzione rispetto ai consumi”.

Reazioni contrastanti dalle Regioni: “Può essere una soluzione”, “Non si può condizionare il calendario”

L’ipotesi settimana corta ha generato reazioni contrastanti tra i governatori delle Regioni. In un’intervista a RTL 102.5, il presidente della Lombardia Attilio Fontana si l’ha definita una possibilità da considerare: La riduzione di un giorno scolastico, togliendo il sabato, può essere una strada. Va ricordato però che la situazione è già stata sperimentata altrove senza conseguenze negative”. Un’opinione a quanto pare condivisa anche a Bergamo, dove l’Istituto Tecnico Commerciale Vittorio Emanuele II ha deciso di implementare la didattica su 5 giorni.

Sei ore al giorno dalle 8 in poi a parte il venerdì, quando si resterà a scuola dalle 8 alle 16.

Meno entusiasta la posizione di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che invece si oppone con forza alla settimana corta: Basta con la dad, che è un supporto, ma non può condizionare il calendario scolastico. Andare a scuola da lunedì al sabato è necessario: la settimana corta non la vedo bene. Parliamo della scuola in positivo: finalmente rientriamo in classe nell’assoluta normalità, superando questi due anni di pandemia che hanno visto proprio nei ragazzi il riflesso più negativo degli scompensi”.