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Semestre bianco: cos’è, perché esiste e cosa significa per Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica negli ultimi 6 mesi di mandato entra nel semestre bianco: cos'è, perché esiste e cosa significa per Mattarella?

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal 3 agosto 2021 entra nel suo “semestre bianco”: cos’è e perché è così importante? Che cosa cambia?

Cos’è il semestre bianco

Il semestre bianco è il periodo di tempo corrispondente agli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica Italiana, durante il quale il Presidente rimane privo del potere di sciogliere le Camere. Come recita l’articolo 88 della Costituzione della Repubblica Italiana: «Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura».

Perché esiste il semestre bianco

Lo scioglimento delle Camere è uno dei poteri più forti tra quelli che competono al Capo dello Stato, che non può esercitarlo nel periodo del semestre bianco, ovvero negli ultimi sei mesi del suo mandato.

Perché esiste il semestre bianco? Tale limitazione è stata originariamente introdotta per evitare colpi di mano da parte del Presidente, il quale potrebbe sciogliere le Camere poco prima della cessazione del mandato con l’intenzione di anticipare le elezioni e favorire la formazione di un Parlamento meglio disposto verso una sua eventuale rielezione.

Cosa significa per Sergio Mattarella

Il mandato del Capo dello Stato dura sette anni. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato eletto il 31 gennaio 2015 ed entra quindi, a partire dal 3 agosto 2021, nel suo “semestre bianco”, un periodo che anticipa il suo addio al Quirinale e la programmazione di nuove elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento.

Di conseguenza durante i prossimi sei mesi Mattarella, così come i suoi predecessori al Colle, non potrà esercitare la sua prerogativa più influente, cioè quella di sciogliere le Camere del Parlamento e indire nuove elezioni.