Sammy Basso, chi è il malato di progeria più longevo al mondo: malattia, famiglia, quanti anni ha

Chi è Sammy Basso, il malato di progeria più longevo al mondo. Da anni si è fatto ambasciatore per sensibilizzare e informare il pubblico sulla sua condizione.

Chi è Sammy Basso, il più longevo al mondo tra i malati di progeria, la malattia da “invecchiamento precoce”. Da anni fa attività di divulgazione e sensibilizzazione per promuovere la ricerca per trovare una cura per la sua condizione: “Fatti passi da gigante, ma i fondi non bastano mai”.

Chi è Sammy Basso, malato di progeria che si batte per la ricerca

Nato a Schio, in provincia di Vicenza, il 1 dicembre 1995, Sammy Basso ha 26 anni ed è il malato di progeria più longevo al mondo.

Quando aveva solo due anni i medici non gli davano che tredici anni di vita. Oggi Sammy continua a lottare e si è fatto portavoce per sensibilizzare e informare il pubblico sulla sua malattia. Dopo la maturità scientifica, ottenuta al Liceo Scientifico di Bassano del Grappa, Basso si è dato agli studi universitari. Nel corso degli anni ha conseguito due lauree, la prima in Scienze Naturali nel 2018, ottenuta con lode con una tesi sulle terapie innovative per rallentare l’avanzamento della progeria, e la seconda lo scorso anno in Biologia Molecolare.

 Ha un profilo Instagram con oltre 56mila follower e anche un account Twitter, dove posta aggiornamenti sulle sue attività, i suoi viaggi e le sue apparizioni pubbliche.

Che cos’è la progeria, la malattia che causa invecchiamento precoce

La progeria, anche nota come sindrome di Hutchinson-Gilford è una rarissima malattia genetica che causa l’invecchiamento precoce in chi ne è affetto. Non ha effetti sulla mente del paziente, che però ha un’aspettativa di vita bassissima che di norma non supera i vent’anni.

Sono in 130 gli individui affetti da progeria conosciuti in tutto il mondo.

In un’intervista al Corriere della Sera, Sammy Basso ha parlato del suo rapporto con la malattia: Io prendo 8 pastiglie al giorno. Alcune sono legate all’intervento al cuore che ho fatto nel 2019 a Roma. Mi fu sostituita la valvola aortica che era molto calcificata e che si sarebbe chiusa molto presto. La progeria aveva lavorato parecchio logorando il mio corpo.

Si trattava del primo intervento di questo tipo su un paziente affetto da questa patologia. Ha aperto una strada perché si è operato in modo non invasivo, con una piccola incisione evitando qualsiasi rischio e anche grazie a questo sono ancora qui a raccontare la mia storia“.

Basso ha parlato anche dei molti progressi fatti nella ricerca di una cura. Si stanno facendo passi da gigante.” -ha spiegato al Corriere” Ma i fondi non bastano mai.

Stiamo studiando un metodo innovativo per modificare il dna senza perderne pezzi, quindi noi oggi abbiamo già la base teorica per curare la malattia, dobbiamo solo capire come metterla in pratica in maniera impattante su tutte le cellule del corpo. Non siamo mai stati così vicini alla cura della progeria. E questa potrebbe essere una soluzione anche per tantissime altre malattie genetiche”.

Vita privata: la famiglia e i genitori di Sammy

Sammy Basso è molto legato ai suoi genitori, Laura e Amerigo. Subito dopo la maturità, ha fatto un viaggio negli Stati Uniti insieme a loro, seguendo la celebre Route 66 da Chicago a Los Angeles. Quest’esperienza è stata la base del suo libro Il viaggio di Sammy. Nel 2005 u volontà di Sammy, ancora bambino, Laura e Amerigo Basso fondano l’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso, fondazione con lo scopo di informare e raccogliere fondi per la ricerca sulla progeria.