Salvini va in Russia, destinazione Mosca: “Vedrò i ministri di Putin”

Salvini va in Russia: in queste ora sono arrivate parole del leader della Lega chiare su un suo possibile viaggio a Mosca.

Salvini va in Russia: le intenzione del leader della Lega sono chiare anche se sembra non essere imminente un suo viaggio a Mosca. Tuttavia, ha dichiarato che ci sta lavorando.

Salvini va in Russia ma la Farnesina non ha ricevuto comunicazioni

Salvini va in Russia: la notizia non è ufficiale ma è filtrata dal comizio che ha tenuto il leader della Lega nel pomeriggio di venerdì 27 maggio a Como. Tuttavia la Farnesina fa sapere di non essere a conoscenza di alcun viaggio imminente del leader della Lega: “non ci è stata fatta alcuna comunicazione, non siamo a conoscenza di alcun viaggio”.

Nel corso del comizio tenuto a Como, il leader della Lega ha inoltre aggiunto: “Mi chiedono se andrò a Mosca. Lo chiedo a voi. Ieri Draghi ha fatto una cosa giusta: ha chiamato Putin. È chiaro che la pace non la ottieni accendendo una candela in Duomo, ma va costruita, cercata telefonata per telefonata, incontro per incontro. C’è il dovere di fare di tutto per avvicinarsi alla pace e, come Draghi ha fatto bene a chiamare Putin, io ce la sto mettendo tutta.

La pace e la vita valgono tutto. Pace, vita e lavoro”.

La destinazione è Mosca: “Vedrò i ministri di Putin”

Salvini, nelle scorse settimane, aveva fatto trapelare l’intenzione di recarsi a Mosca. “La pace merita l’impegno e lo sforzo di tutti. Ci sto lavorando, se fosse utile e possibile sarei disponibile”.

Poi sono arrivate le sue parole in un annuncio nelle chat della Lega: “Dopo un lavoro di settimane e a tutti i livelli, ed ormai entrati nel quarto mese di guerra, si sta aprendo la possibilità di incontrare, per parlare di cessate il fuoco, forniture di grano e ritorno al dialogo, rappresentanti dei governi di Russia e Turchia, nonché rappresentanti di altri governi e istituzioni internazionali”.

Infine, nella mattinata di sabato 28 maggio, Salvini ha parlato  ai microfoni di Rai Radio Uno, chiarendo: “Sono in Italia. Non ho certezze che ci andrò, ci stiamo lavorando. E si va se serve, certezze non ce ne sono. La richiesta di aprire i porti viene da più parti: bisogna insistere. Ci sono buone relazioni, rappresentiamo milioni di italiani”. Il leader della Lega ci tiene a sottolineare che nel caso si tratterebbe di un viaggio importante: “Non è un viaggio di piacere: si va se serve.

Non vado a nome del governo, do il mio mattoncino”.

 

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