Rapimento Aldo Moro: la strage di via Fani 44 anni fa

Il rapimento di Aldo Moro e la strage di via Fani, 44 anni fa, il 16 marzo 1978. Cronaca dell'attacco terroristico che ha cambiato l'Italia.

Il rapimento di Aldo Moro e la strage di via Fani: 44 anni dopo. Il 16 Marzo 1978 il presidente della Democrazia Cristiana viene sequestrato dalle Brigate Rosse, che massacrano i membri della sua scorta. Il suo corpo viene trovato il 9 maggio, 55 giorni dopo, in un’auto in via Caetani. A oltre quarant’anni di distanza dall’attacco, ricordiamo una delle pagine più buie della storia italiana.

Il rapimento di Aldo Moro e la strage di via Fani

Sono passati 44 anni da quella fatidica mattina del 16 marzo 1978 che cambiò per sempre la storia italiana. Quella mattina le Brigate Rosse si macchiarono dell’agguato di via Fani, in cui venne rapito l’onorevole Aldo Moro e persero la vita i cinque agenti della sua scorta. Era il giorno il voto di fiducia al nuovo governo, il quarto di Giulio Andreotti. Moro si stava recando alla Camera dei Deputati a bordo della sua Fiat 130, seguito a breve distanza dall’auto della sua scorta.

All’incrocio tra via Fani e via Stresa, le due auto vengono intercettate da un commando di brigatisti che aprono immediatamente il fuoco.

Nello scontro Aldo Moro rimane illeso, gli agenti che erano con lui non hanno la stessa fortuna. Muoiono quel giorno Oreste Leonardi (52 anni) e Domenico Ricci (42 anni), nella 130 insieme a Moro, insieme a Giulio Rivera (24 anni), Francesco Zizzi (30 anni) e Raffaele Iozzino (24 anni), sull’altra vettura.

I brigatisti trascinarono il presidente della Democrazia Cristiana in una Fiat 132 blu, per poi sparire rapidamente in via Trionfale.

La morte di Aldo Moro

Il rapimento di Aldo Moro fa tremare l’Italia. Per settimane polizia e i carabinieri setacciano Roma palmo a palmo, in cerca di un qualsiasi indizio che li aiuti a localizzare il covo dei terroristi. I loro sforzi, purtroppo, non portarono a nulla. Per 55 giorni Moro rimane prigioniero delle Brigate Rosse.

Poi i terroristi decidono di chiudere il sequestro con la sua morte, annunciata in anticipo con un comunicato lapidario: “Concludiamo la battaglia, eseguendo la sentenza a cui Moro è stato condannato”. I brigatisti fanno salire lo statista nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, dove lo coprono con una coperta per poi sparargli contro dodici proiettili. Il corpo di Aldo Moro viene ritrovato nella stessa auto il 9 maggio 1978, in via Caetani, a poca distanza da Botteghe Oscure, quartier generale del PCI.