Live

Quarta ondata Covid in Italia: quando?

Si parla ormai con certezza di una quarta ondata di Covid-19 in Italia, ecco quando. L'opinione di Crisanti e Galli.

Si parla ormai con certezza di una quarta ondata di Covid-19 che sarebbe prevista in Italia in autunno 2021. L’aumento dei contatti sociali, le nuove varianti e l’insufficiente copertura vaccinale sono condizioni che potrebbero favorire una nuova esplosione di contagi nel nostro Paese.

Di seguito l’opinione del virologo Crisanti e dell’infettivologo Galli.

Covid, quarta ondata: l’opinione di Crisanti

A esprimere un’autorevole opinione sulla possibilità di una quarta ondata di Covid in Italia è stato Andrea Crisanti, virologo e direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova.

Se si osserva quello che è successo in Inghilterra, che secondo me è un’anticipazione di quanto succederà in Italia. Considerando anche il fatto che il tasso di protezione della popolazione italiana è più basso di quello inglese, non è che ci vuole un’arte divinatoria per capire quello che succederà in Italia. Sta scritto nel grafico dell’Inghilterra“.

E prosegue facendo un’analisi dei dati: “L’Inghilterra è passata nel giro di 40 giorni da mille casi a 50milaal giorno. “L’Inghilterra è passata da 2-3 morti a 50 morti al giorno e da 500 ricoveri a 2.500“.

Perciò attenzione a “una narrativa che è falsa – avverte Crisanti – Con questo numero di casi, senza vaccino, l’Inghilterra avrebbe tranquillamente 700-800 morti al giorno. E comunque, se i casi in Inghilterra aumenteranno ancora, come probabilmente aumenteranno, avranno 100 morti al giorno“, spiega il virologo.

Covid, quarta ondata: l’opinione di Galli

Anche il noto infettivologo Massimo Galli, direttore del Sacco di Milano, ha detto la sua sull’attuale situazione del Covid in Italia: “La situazione nelle prossime settimane andrà a vedere un’ulteriore crescita dei contagi. Credo che sia impossibile raggiungere l’immunità di gregge ma vaccinando il più possibile perlomeno miglioriamo le cose“.

E ha esortato a non prendere con leggerezza il periodo estivo: “L’anno scorso si diceva che non c’era problema e che in estate il virus era andato in letargo o addirittura che era morto. Ebbene dal primo settembre a oggi abbiamo avuto 93 mila morti“, ha sottolineato Galli.