Putin allo stadio di Mosca: le persone presenti sono state obbligate ad esserci?

Putin allo stadio di Mosca: chi erano tutte quelle persone presenti e erano davvero tutte libere ad ascoltare il presidente russo

Putin allo stadio di Mosca: al discorso del presidente russo erano presenti più di duecento mila persone. Sono sorti diverse dubbi sulla consapevolezza dei presenti.

Putin allo stadio di Mosca: le persone presenti sono state obbligate

Nella prima giornata di conflitto, centinaia di cittadini russi erano scesi nelle loro strade per protestare contro lo scoppio della guerra in Ucraina. Fiumi e fiumi di civili  hanno risposto subito all’attacco del proprio presidente Putin che veste sempre di più i panni di un “tiranno”.

Sembrano lontane quelle immagini rispetto allo stadio a Mosca pieno nella giornata del 18 marzo. L’evento celebrativo per l’anniversario dell’annessione della Crimea è stato trasmesso in diretta su Youtube.

Il Presidente Vladimir Putin si è rivolto ai 200mila russi presenti nello Stadio Luniski, enorme impianto sportivo di Mosca che nel 2018 ha ospitato la finale della Coppa del Mondo. La maggior parte dei politici e personalità russe intervenute indossavano il simbolo della “Z” sul petto, in supporto all’invasione dell’Ucraina.

Molti si sono chiesti come possa essere possibile che tutte quelle persona sventolavano bandiere e festeggiavano con un conflitto in atto a causa dell’invasione della Russia.

Chi erano le persone presenti allo stadio?

Will VerNon, giornalista della Bbc, ha riportato le dichiarazioni di alcune persone presenti al Luzhniki Stadium. Molti sembrano essere stati obbligati ad esserci come viene riportato da alcune testimonianze.

“Molte persone presenti sono lavoratori della pubblica amministrazione russa – ha scritto Vernon – arrivati fino a qui sulla pressione dei loro datori di lavoro.

A un gruppo di insegnanti provenienti da una città vicino Mosca è stato detto cosa dire alla stampa da una loro responsabile”.

“Un uomo che lavora alla metropolitana di Mosca ha detto che molti suoi colleghi sono stati costretti a partecipare alla manifestazione. Uno di loro ci ha detto – riporta il giornalista delle Bbc sul suo profilo twitter – ‘Sono stato lì per un po’ poi me ne sono andato, penso che la maggior parte delle persone qui non è favore della guerra.

Io non lo sono'”.

“Agli studenti è stata data l’opportunità di saltare per un giorno le lezioni dicendo che sarebbero andati a un concerto. Qualcuno di loro non sapeva neanche che questo evento era dedicato al supporto della Russia in Ucraina”.