Pillole iodio: la minaccia della guerra nucleare fa scattare l’allarme. Gli esperti frenano: “Sono inutili”

Pillole iodio sono tornate al centro del dibattito mondiale dopo la minaccia del nucleare da parte della Russia.

Pillole iodio: dopo la minaccia di una possibile offensiva nucleare della Russia è tornata all’ordine del giorno la corsa all’acquisto di questo tipo di medicinale. Tuttavia, gli esperti frenano dichiarando che sono inutili per la difesa da una minaccia effettiva del nucleare.

Pillole iodio: la minaccia della guerra nucleare fa scattare l’allarme

Dopo i primi attacchi alle centrali nucleari, tutti pensavano che pillole allo iodio rappresentassero una prima difesa da possibili conseguenze dovute allo scoppio di centrali nucleari.

Le radiazioni aumentano significativamente il rischio di cancro e di altre malattie. È la tiroide che assorbe lo iodio radioattivo fino a saturarlo. Prendendo lo iodio stabile (o non radioattivo) al momento giusto, ci si assicura che la tiroide sia già satura, il che impedisce l’assorbimento dello iodio radioattivo.

Dopo alcuni mesi di silenzio, è tornata all’ordine del giorno la corsa all’acquisto delle pillole allo iodio. Il campanello d’allarme per molti è scattato dopo l’annessione delle regioni ucraine alla Russia e di nuovo la possibile minaccia nucleare.

Gli esperti frenano: “Sono inutili”

Tuttavia, gli esperti frenano sull’utilità dello iodio di fronte a una minaccia nucleare. “Le pillole allo iodio, come ormai diciamo da tempo, non servono a nulla contro le radiazioni nucleari. E non ci sono altri farmaci utili a proteggerci. L’accaparramento non ha senso“, afferma all’Adnkronos Salute è Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. “L’unica soluzione è evitare una catastrofe nucleare da cui non può proteggerci nulla.

Possiamo solo insistere perché la politica e le organizzazioni internazionali trovino i mezzi per fermare l’escalation. E anche le persone devono farsi sentire. Per il resto che dire: ‘che Dio ci aiuti'”, conclude.

Alfredo Pontecorvi, endocrinologo dell’università Cattolica e del Policlinico Gemelli di Roma ha dichiarato che “l’eventuale supplementazione di iodio andrebbe a proteggere solo dall’assorbimento degli isotopi radioattivi dello iodio – che hanno comunque una breve emivita, da 1 a 4 settimane – ma non certo dagli altri isotopi radioattivi emessi” quali il 137Cesio, il 90Stronzio e il 239Plutonio, che restano nell’organismo rispettivamente 30, 29 e addirittura 24mila anni.

Non solo “può anche essere molto pericoloso assumere pillole allo iodio senza una logica e un controllo medico. La guerra fa certamente paura, ma l’ipotesi di un problema alla tiroide, dovuto al ‘fai da te’, è decisamente più concreto”.

“Nelle farmacie italiane non c’è nessuna corsa all’acquisto delle pillole a base di ioduro di potassio usate per contrastare gli effetti dell’inalazione di iodio radioattivo o una contaminazione. Assumerle ora da parte gli italiani poi non ha nessuno senso”.

Lo riferisce all’Adnkronos Salute Roberto Tobia, segretario nazionale Federfarma

 

LEGGI ANCHE: Corea del Nord, missile lanciato verso il Giappone: scatta l’allarme