Pietro Maso ritorna sull’omicidio dei genitori dopo 31 anni: ecco le sue parole

Pietro Maso nel 1991 ha ucciso insieme alla complicità di alcuni amici i suoi genitori. Dopo 31 anni è tornato a parlare della vicenda.

Pietro Maso aveva 19 anni quando ha ucciso i suoi genitori per mettere le mani sulla loro eredità. Oggi, dopo 31 anni dall’omicidio, Petro è ritornato sulla vicenda, secondo lui per l’ultima volta perché vorrebbe mettersi definitivamente alle spalle questo capitolo buio nella sua vita, quasi come se fosse veramente possibili dimenticare di aver ucciso i proprio genitori.

Pietro Maso ritorna sull’omicidio dei genitori dopo 31 anni

Pietro Maso è tornato sull’omicidio dei sui genitore.

Era il 17 aprile del 1991 a Montecchia di Crosara, in provincia di Verona quando il 19enne Pietro uccideva il padre e la madre. Alla base dell’efferato omicidio c’era l’intenzione di Pietro di mettere le mani sull’eredità dei genitori. Pietro e i suoi amici Damiano Burato, Paolo Cavazza e Giorgio Carbognin indossarono un travestimento con tute e maschere e attesero Antonio Maso e Mariarosa Tessari nella loro casa, mentre la coppia si trovava fuori per una serata di preghiera.

Al loro rientro, la banda aggredì i coniugi con spranghe, padelle e un bloccasterzo. Qualche ora più tardi Pietro Maso fece finta di rientrare dalla discoteca e di scoprire l’orrore, e chiese aiuto ai vicini. Tuttavia, gli inquirenti attraverso le indagini arrivarono ad incastrare i colpevoli. Oggi, Petro svolge attività di giardiniere e aiuta i carcerati a reinserirsi nella società tramite la onlus La Pietra Scartata.

Ecco le sue parole

Nella trasmissione “Cronache Criminali” in onda su Rai 1 lunedì 14 novembre, Pietro si è raccontato in quella che ha definito l’ultima intervista. “Mi sarebbe piaciuto prendere le mani di mio papà e dire ‘ti voglio bene’, o quelle di mia mamma, però non ci sono mai riuscito. Ed è una cosa per cui oggi soffro. E mi manca la possibilità di dire ai miei genitori che ho bisogno di loro.

Perché la vita è difficile e avrei bisogno anche io di essere confortato…e di dare i miei valori, i miei sentimenti, le mie emozioni ai miei genitori. Umanamente mi mancano, perché vorrei il contatto fisico, però spiritualmente mi sono vicini e questo è già molto per me”.

 

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