Perché Anya Taylor-Joy ha rifiutato la Disney: “Avevo una sensazione positiva”

Le rivelazioni di Anya Taylor-Joy, perché ha rifiutato la Disney? L'attrice ebbe l'opportunità di partecipare ad un pilot nel 2015.

Perché Anya Taylor-Joy ha rifiutato la Disney? In una recente intervista, la protagonista de La regina degli scacchi ha confessato di aver detto no ad un progetto della multinazionale americana: “Ero entusiasta di ricevere offerte del genere. Ma avevo una sensazione positiva…”.

Perché Anya Taylor-Joy ha rifiutato un progetto Disney, le parole dell’attrice

Dopo il successo della miniserie Netflix La regina degli scacchi nel 2020, Anya Taylor-Joy è diventata una delle attrici più apprezzate e richieste di Hollywood.

In una recente intervista per la rivista Harper’s Bazaar, la diva ha stuzzicato i suoi fan con una piccola rivelazione su un’offerta ricevuta in tempi non sospetti. Nel 2015, quando era solo agli inizi, Taylor-Joy fu contattata nientemeno che dalla Disney ma decise di rifiutare il progetto.

Il motivo? L’attrice fu letteralmente “stregata” da un’altra offerta importante: “Ricordo che fu lo stesso giorno in cui mi offrirono di partecipare ad un pilot su Disney Channel.

Fu così entusiasmante ricevere offerte del genere. Iniziai a correre per tutta casa. Decisi di rifiutare, avevo una sensazione positiva su The Witch che mi ha permesso di dimenticare la possibile esperienza alla Disney”. Si riferisce a The Witch, film horror di Robert Eggers ambientato nell’America puritana del 17esimo secolo, in cui Anya interpreta la protagonista Thomasin. Si rivelò senz’altro una scelta azzeccata. Il film fu un vero successo al botteghino, con un incasso di 40 milioni di dollari contro un budget di soli 4 milioni, e fu osannato da critica e pubblico.

L’esperienza sul set di The Witch: “Mi ha fornito le basi del mio modo di lavorare”

Anya Taylor-Joy ricorda ancora con entusiasmo la sua esperienza sul set di The Witch. Secondo l’attrice lavorare con Eggers fu fondamentale per la sua formazione artistica: Mi ha fornito i capisaldi di quello che adesso è il mio modo di lavorare. Si basa essenzialmente sull’idea che non ci sia una gerarchia sul set.

Lavori duramente, rimani nelle inquadrature e non presumi che qualcun altro lo faccia al posto tuo. Il tuo ruolo non si ferma a quello dell’attore. Sei un creativo di questo film ed è così che devi affrontarlo”.