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Parte DART, la prima missione spaziale per deviare un asteroide

Alle 7.20 ora italiana è stata lanciata DART, la prima missione spaziale per tentare di deviare un asteroide. Partecipa anche l'Italia.

È partita DART, la prima missione spaziale che tenterà di deviare la traiettoria di un asteroide. Un test importante per la NASA, che consentirà di valutare sul campo la capacità di difendersi da un corpo celeste potenzialmente pericoloso. Partecipa alla missione anche l’Agenzia Spaziale Italiana, con la microsonda Liciacube.

DART è in orbita: la prima missione spaziale per deviare un asteroide

La sonda spaziale DART (Double Asteroid Redirection Test) è ora in orbita, la prima missione spaziale con lo scopo di deviare la traiettoria di un asteroide. Sembra la premessa di Armageddon, ma è la realtà. La sonda è stata lanciata dalla base militare di Vandenberg, California, con un razzo Falcon 9 alle 7.20 (ora italiana) del 24 Novembre. DART affronterà un viaggio di oltre 10 milioni di chilometri e fra 11 mesi impatterà contro l’asteroide Dimorphos, largo oltre 160 metri, tre volte l’altezza della Torre di Pisa. Dimorphos orbita attorno ad un asteroide ancor più grande, Didymos, alto ben 780 metri, il doppio dell’Empire State Building. Entrambi gli asteroidi orbitano a loro volta attorno al Sole.

La missione della Nasa, in progettazione dal 2018, è la prima del programma AIDA (Asteroid Impact and Deflection Assessment) con lo scopo di valutare le nostre attuali capacità di difesa planetaria. L’obiettivo della missione è infatti modificare leggermente la traiettoria di Dimorphos, così da dimostrare sul campo se sia possibile difendersi da corpi celesti pericolosi in rotta di collisione con la Terra. L’impatto di DART dovrebbe provocare un leggero spostamento dell’asteroide, provocando nel tempo una variazione nell’orbita sempre maggiore.

Partecipa anche l’Italia con il LICIAcube, il satellite miniaturizzato

Anche l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha contribuito alla missione DART, con il progetto LICIACube (Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids). Si tratta di un satellite miniaturizzato, grande come una scatola di scarpe. Il LICIACube si separerà dalla sonda DART e la seguirà, documentando e monitorando lo svolgimento della missione. Un ruolo importantissimo, che consentirà di raccogliere i dati necessari a verificare l’efficacia dell’impatto di DART contro l’asteroide. Il progetto LICIACube è stato coordinato dall’ASI e costruito nei laboratori Argotec a Torino.

L’ASI darà il suo contributo anche per la seconda missione del programma AIDA, Hera, in coordinazione con l’Agenzia Spaziale Europea e la Nasa. Anche in questo caso l’Italia avrà il compito di progettare un piccolo Cubesat, che sarà dedicato ad Andrea Milani, professore di Meccanica Orbitale all’Università di Pisa. Ettore Perozzi, responsabile dell’ufficio sorveglianza spaziale di ASI, ha espresso il suo orgoglio ed entusiasmo per la partecipazione italiana ad Hera: “Siamo davvero felici di essere saliti a bordo di Hera. Era un obiettivo che inseguivamo da quando Andrea Milani ci aveva dimostrato come il rischio di un impatto di un asteroide sulla Terra, al contrario di molte altre catastrofi naturali, possa essere completamente eliminato. Basta prepararsi in tempo”.